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"La frontiera dei territori", Conferenza annuale di Csvnet

25, 26, 27 maggio 2012.

Marco Olivieri 17 Mag 2012 News

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Ottava Giornata Nazionale del Naso Rosso a Palermo e a Messina

Domenica 20 maggio, in piazza, dalle 10 alle 20.

Marco Olivieri 17 Mag 2012 News

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Laboratorio nazionale del MoVI a Roma

Il MoVI, Movimento di Volontariato Italiano, organizza un laboratorio nazionale, dall’1 al 3 giugno a Roma, dal titolo: «Strade nuove per l'Italia. Profezie e responsabilità dei cittadini per ripartire dalla crisi».

Marco Olivieri 14 Mag 2012 News

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A Napoli Seminario interregionale del progetto FQTS

Quasi 300 persone, tra dirigenti e responsabili di cooperative, associazioni e organizzazioni di volontariato, provenienti da sei regioni del Sud, si sono ritrovati a Napoli per il seminario di apertura del progetto FQTS per la formazione dei quadri del Terzo Settore promosso da Forum Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum, CSVnet - Coordinamento Nazionale dei Centri...

Marco Olivieri 14 Mag 2012 News

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VI Conferenza Nazionale del Volontariato

Si svolgerà a L'Aquila, dal 5 al 7 ottobre 2012, la VI Conferenza nazionale del volontariato, organizzata dall'Osservatorio nazionale del volontariato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Marco Olivieri 14 Mag 2012 News

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Palermo, Seminario regionale sulle "Nuove politiche sociali in Sicilia"

"Per un dialogo tra volontariato e amministratori regionali". Il seminario delle OdV siciliane è promosso e organizzato dai Centri di Servizio per il Volontariato della Sicilia (Cesv di Messina, Cesvop di Palermo e Csv Etneo) e dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato Regione siciliana, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana. L’evento avrà...

Marco Olivieri 10 Mag 2012 News

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Proroga per 5 per mille 2009, 2010 e 2011: integrazione entro il 31 maggio 2012

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 aprile 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 27-4-2012, stabilisce che sono prorogati al 31 maggio 2012 i termini per l'integrazione documentale delle domande di iscrizione al 5 per mille regolarmente presentate dai soggetti aventi diritto per gli esercizi finanziari 2009, 2010, 2011.

Marco Olivieri 09 Mag 2012 News

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Lipari, al via la Mostra "Incontri Mediterranei"

Una Mostra internazionale d'arte contemporanea, organizzata dalla Fondazione Horcynus Orca e a cura di Martina Corgnati, si inaugura sabato 5 maggio, alle 11.30,  presso le antiche Terme di San Calogero a Lipari. Alla rifunzionalizzazione del sito archeologico hanno partecipato un gruppo di beneficiari del progetto "Luce è Liberta'", ex internati dell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona P. G., e...

Marco Olivieri 02 Mag 2012 News

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XXII Congresso per i cento anni dell'Acri

Sul tema “Acri 1912 – 2012. Cent’anni di storia tra cultura e sviluppo”, si svolgerà il XXII Congresso delle Fondazioni di origine bancaria e delle Casse di Risparmio, giovedì 7 e venerdì 8 giugno, al Teatro Biondo di Palermo, alla presenza del presidente della Regione Siciliana Lombardo e del presidente del Consiglio Monti. Si tratta di un appuntamento...

Marco Olivieri 27 Apr 2012 News

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E' on line la rivista "Non per profitto"

Rivista di legami sociali e democrazia, edita dall'Associazione ResPolis e diretta da Guido Memo, oltre che sostenuta dal Cesv di Messina. Il primo numero, sul sito www.nonperprofitto.it, è dedicato ai Centri di Servizio per il Volontariato, a oltre dieci anni dalla loro istituzione,  sulle prospettive future, senza dimenticare l'attuale crisi dello Stato sociale, con una riflessione anche del...

Marco Olivieri 26 Mar 2012 News

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Il 2012 proclamato Anno Europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni

Gli enti locali, le parti sociali e le organizzazioni della società civile sono chiamati a combattere  l'esclusione sociale promuovendo la partecipazione attiva alla società e incoraggiando l'invecchiamento sano attraverso azioni , campagne e attività intorno a questo tema.

Marco Olivieri 17 Feb 2012 News

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Sicilia, il progetto "In. Volo." per le organizzazioni di volontariato

E’ possibile, per le organizzazioni di volontariato siciliane, rivolgersi ai Csv siciliani (Cesv Messina, Cesvop Palermo, Csv Etneo) per accedere e richiedere un finanziamento nell’ambito del progetto “In.Volo.”. Si tratta di un’iniziativa per il volontariato che agevola l’accesso al credito delle OdV e ne sostiene la crescita. Grazie a un fondo di garanzia costituito dai Centri di Servizio...

Marco Olivieri 10 Gen 2012 News

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"Sulle spalle degli anziani il peso dei sacrifici"

Secondo le stime elaborate dall'Auser, ammonta a 3000 euro a famiglia il peso delle manovre varate dai governi di ieri e di oggi.

Marco Olivieri 21 Dic 2011 News

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Lavori di pubblica utilità nel volontariato a Messina

Un progetto del Cesv - Centro Servizi per il Volontariato di Messina, in collaborazione con il Tribunale di Messina e l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna di Messina (UEPE), per un’azione finalizzata a promuovere l’esperienza dei lavori di pubblica utilità.

Marco Olivieri 02 Dic 2011 News

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Progetto Grundtvig, workshop a Firenze

All'incontro, venerdì 28 ottobre, interviene Mariangela Filocamo, per il Cesv Messina, sul tema "Forms of Social Engagement: voluntary activities and Active Citizenship".

28 Ott 2011 Marco Olivieri Opinioni del Volontariato

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CSVnet news
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[1/10] Gli aiuti fiscali al non profit

[2/10] Coesione.Stat, online il data warehouse sulla coesione sociale

[3/10] Banca Etica lancia i Trem bond

[4/10] L'azione volontaria conta

[5/10] Dal progetto Fqts idee per un nuovo modello di Welfare

[6/10] Umberto Bedogni nuovo presidente di DarVoce

[7/10] Due protocolli per diffondere il volontariato a Salerno

[8/10] Nasce A.R.TE.S: la piattaforma online per il Terzo Settore della Regione Lazio

[9/10] Pistono confermato alla guida del CSV di Biella

[10/10] Nel 2013 l'Italia misurerà il lavoro volontario
Volontariato - Redattore Sociale
Speciale Volontariato - Redattore Sociale

[1/10] VOLONTARIATO - Biella, sul sito del Csv le puntate di "Volontariato sull'onda"

[2/10] VOLONTARIATO - Sogni, idee, progetti nel blog di DarVoce

[3/10] ANZIANI - Il Csv di Napoli lancia il Premio fotografico Mario Melluso

[4/10] MAFIE - A vent’anni dalle stragi del ’92, Gela cerca "strade nuove"

[5/10] VOLONTARIATO - Toscana, due milioni di euro per progetti di innovazione sociale

[6/10] SALUTE - Rispetto delle differenze culturali e religiose, un opuscolo per i medici

[7/10] VOLONTARIATO - Giovani più attivi dei loro coetanei dopo uno stage nel volontariato

[8/10] VOLONTARIATO - Salerno, firmati due protocolli per diffondere il volontariato

[9/10] VOLONTARIATO - Volontariato ed educazione, torna l’Happening di Bari

[10/10] VOLONTARIATO - Il volontariato pugliese è per i beni comuni
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[1/10] Pazienti sottoposti a dialisi, braccio di ferro - Corriere della Sera

[2/10] Marò, un altro no a libertà su cauzione L'Italia convoca l ... - Il Messaggero

[3/10] MARÒ, PER LA POLIZIA INDIANA È OMICIDIO VOLONTARIO. GELO TRA ROMA ... - Leggo.it

[4/10] Sindaco Di Primio – Agenda – Appuntamenti Maggio Teatino - AbruzzoNews24

[5/10] Foggia, il ministro pakistano Bhatti alla VII festa del volontariato - FoggiaToday

[6/10] Coppa Italia, massima allerta giornata di eventi nella capitale - La Repubblica

[7/10] Due milioni di italiani per il sostegno a distanza - La Repubblica

[8/10] Clean up the Med 2012 - Italnews

[9/10] Festa del volontario della Croce Rossa Italia - Castellinews.it

[10/10] Festa del Volontario della Croce Rossa Italiana - RomaEasy.it
volontariato sicilia - Google News
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[1/10] F.Banco Sicilia: cambia nome in Fondazione Sicilia - Borsa Italiana

[2/10] “Vestina 2012" - Corpo Volontari Protezione Civile di Montesilvano - Giornale di Montesilvano

[3/10] Sicilia: Torregrossa (Pdl), strage Falcone e' momento di riflessione - Agenzia di Stampa Asca

[4/10] Campi di lavoro La solidarietà aiuta il curriculum - Corriere della Sera

[5/10] Ambiente Sicilia: progetto Lipu a difesa di alcune specie di rapaci - Agenzia di Stampa Asca

[6/10] Nasce il G.E.M, il gruppo emergenze Messina - MessinaWebTv - La WebTv della tua terra -

[7/10] CeSVoP, a vent'anni dalle stragi del '92 urge ritessere legami - ConfiniOnline

[8/10] Alberi donati dal Lions Club Palazzolo piantati a Canicattini - Ondaiblea (Blog)

[9/10] Sicilia, esercitazioni ProCiv: a Siracusa "Tendopoli 2012" - Giornale della Protezione civile

[10/10] Chiedevano la beneficenza per associazioni inesistenti: 11 in ... - La Goccia
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[1/10] Lavoro secondo Ratzinger - La Stampa

[2/10] Lazio: Gigli (Udc), eccellente testo legge su protezione civile - Agenzia di Stampa Asca

[3/10] Foggia, il ministro pakistano Bhatti alla VII festa del volontariato - FoggiaToday

[4/10] Lazio: associazioni protezione civile, ok al testo unificato - Agenzia di Stampa Asca

[5/10] Il volontariato e le attività commerciali e produttive - Superando.it

[6/10] Oggi Prandelli sarà premiato a Roma col “Cedro d'Oro” - Il sito di Firenze

[7/10] Benedetto XVI ai laici cattolici: seguite logica del dono ... - Radio Vaticana

[8/10] Tassa su cani e gatti? Gli spezzini si dividono - La Nazione

[9/10] Presentato a Milano il bilancio economico-sociale della Fondazione ... - ConfiniOnline

[10/10] «Marò, omicidio volontario» - Blog NCC news (Blog)

Area Lettera di Denuncia in Costruzione

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Administrator - avatar Administrator 03 Dic 2010 La Lettera di Denuncia

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TEMI SOCIALI RILEVANTI

  • Aggiornamenti
  • Inchieste
  • Punto di vista del volontariato
  • Documentazione

Seminario provinciale per le associazioni di volontariato di Agrigento

cesvopIl CeSVoP e il CoReOV Sicilia Solidale continuano a proporre ai volontari della Sicilia occidentale degli incontri provinciali in preparazione al secondo Meeting del volontariato siciliano previsto nel maggio 2011. Seconda tappa del percorso è il Seminario per le organizzazioni dei volontari (OdV) della provincia...

Administrator 10 Mar 2011 Informazioni

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Area Inchieste in Costruzione

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Administrator 10 Mar 2011 Inchieste

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Pubblicata la Direttiva 2011 per progetti sperimentali di volontariato

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 19 agosto 2011 la Direttiva del 15 luglio 2011 relativa alla presentazione di progetti sperimentali e innovativi di volontariato (art. 12, legge 266/1991). Questa edizione della Direttiva vede un'importante novità: si tratta della nuova piattaforma telematica (www.direttiva266.it) realizzata da CSVnet per il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che...

Marco Olivieri 30 Ago 2011 Documentazione

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Area Documentazione in Costruzione

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Administrator 17 Mar 2011 Documentazione

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Il Volontariato in Sicilia

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VIDEO - NOTIZIE

Disatro a messina! La forza dei volontari!

Administrator Comments 10 Mar 2011 Hits:442 Videonotizie


SPOT CSV

Spot dei Centro Servizi per il Volontariato

SPOT VOLONTARIATO 1

Spot Sul Volontariato 1

LASCIATI CONTAGIARE

Spot sul volontariato: lasciati contagiare)

SPOT VOLONTARIATO 2

Spot sul Volontariato 2

 

FOTO - NOTIZIE

Forum “Il volontariato e la responsabilità sociale costruiscono le nostre comunità”

Istituto Collereale, Messina 10 dicembre 2010

Forum Collereale 7
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Forum Collereale 1
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Forum Collereale 5
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Forum Collereale 11
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Forum Collereale 8
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Forum Collereale 4
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13 Mar 2011 Fotonotizie

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ATTIVITà Associative

Da venerdì 11 marzo in tutta la provincia di Ragusa Anziani, al via servizio Filo D’argento per socializzare e avere compagnia

Da venerdì 11 marzo in tutta la provincia di Ragusa Anziani, al via servizio Filo D’argento per socializzare e avere compagnia

Ragusa - Dall’11 marzo sarà attivo, dalle ore 9 alle ore 19 di tutti giorni, per l’intera provincia di Ragusa, il Filo D’argento Auser al numero verde 800 99 59 88.  l Filo d'Argento, servizio di telefonia sociale attiva in tutta Italia, promosso nell’ambito del progetto “Di grigio ho solo i capelli” dell' Auser Sicilia in partenariato con i circoli di Palermo,...

Administrator Comments 10 Mar 2011 Hits:334 Attività

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iNTERVISTE

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Administrator Comments 10 Mar 2011 Hits:454 Interviste

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COSA BOLLE IN PENTOLA

Area Cosa Bolle in Pentola in Costruzione

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Administrator Comments 10 Mar 2011 Hits:318 "Cosa Bolle in Pentola"

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Sicilia Solidale News
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    News, commenti e inchieste del volontariato in Sicilia (con sguardo anche al Terzo settore nel suo complesso) e sul sociale a livello regionale. News aggiornate quotidianamente con inserimenti tematici a cadenza quindicinale.


    Chi Siamo
  • redazione2
    Sicilia Solidale - Agenzia Informativa sul Volontariato si avvale di una redazione qualificata in materia di giornalismo e volontariato.


    Di seguito la nostra redazione ed i link per contattarli:


    Direttore Responsabile: Marco Olivieri

    {rokbox thumb=|images/stories/fotoarticoli/Natale_Merlino_thumb.jpg| title=|Visualizza Foto| size=|539 604| }images/stories/contatti/marco_olivieri.png{/rokbox} - Rubrica Contatto

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    Condirettore: Nunzio Bruno

    {rokbox thumb=|images/stories/fotoarticoli/Alberto_thumb.jpg| title=|Visualizza Foto| size=|231 305| }images/stories/contatti/nunzio_bruno.jpg{/rokbox} - Rubrica Contatto

    - Clicca sopra per Ingrandire -
    Redazione
  • SchedarioInerente il Terzo Settore, da utilizzarsi per la comprensione di alcune terminologie che potrebbero essere presenti negli articoli.


    arg-rainbow-a
    CCESSIBILITÀ: è determinata dall’insieme delle condizioni che rendono possibile all’utenza l’ottenimento delle prestazioni erogate dal servizio. Le agenzie del territorio con un’accessibilità elevata, ad esempio sono dislocate nei pressi dell’utenza alla quale si rivolgono, sono aperte ad un orario adeguato, hanno liste di attesa brevi, hanno personale ed ambienti che fanno sentire le persone accolte, esistono infrastrutture che facilitano l’accesso ai disabili.

    ACCESSO, CRITERIO DI: con questa espressione si indica la modalità scelta dall’ente erogatore del servizio per selezionare la tipologia di utenza destinataria dell’intervento. In senso più generale, il Piano nazionale degli interventi e servizi sociali 2001-2003, in accordo con quanto affermato nella legge 328/2000, dichiara che il criterio di accesso al sistema integrato di interventi e servizi sociali è il bisogno. Il piano Nazionale auspica una trasformazione culturale che conduca ad erogare servizi che siano destinati a tutte le persone e a tutte le famiglie, piuttosto che essere riservati solo a certe categorie di persone e di famiglie. A tal proposito, il Piano afferma che per raggiungere questo scopo non basta definire graduatorie di priorità, che potrebbero da sole avere persino un effetto di segregazione sociale. Occorre pertanto sviluppare azioni positive miranti a facilitare e incoraggiare l’accesso ai servizi e alle misure disponibili. Tali azioni dovranno riguardare la messa a punto di strumenti di informazione adeguati, di modalità di lavoro sociale (al contempo attive e rispettose della dignità e della competenza dei soggetti), di misure di accompagnamento che compensino le situazioni di fragilità e valorizzino le capacità delle persone e delle loro reti sociali e familiari.

    ACCORDO DI PROGRAMMA
    : è previsto dalla L.142/90 per la <> (art.27 L 142/90).

    ACCREDITAMENTO: si tratta del procedimento attraverso il quale una struttura socio-sanitaria, un ente o un‘associazione privata che gestisce servizi sociali o sanitari, a seguito della verifica del rispetto dell’insieme di criteri e standard qualitativi, ottiene l’instaurarsi di rapporti contrattuali ed economici con le aziende del SSN per l’acquisto di prestazioni sanitarie. Il sistema di accreditamento, consentendo l’acquisto di servizi, definisce anche, nel rapporto contrattuale fra Azienda sanitaria e privati, i vincoli relativi alle risorse disponibili. In virtù di tali accordi gli enti privati, anche se erogano servizi ulteriori non possono chiedere il finanziamento delle prestazioni se non sono previste nell’accreditamento. Attualmente, la normativa che determina le linee fondamentali riguardanti l’accreditamento è l’art.8 del D.L. 229/1999.

    AlL
    : Atletica.

    ARTICOLAZIONE ZONALE DELLA CONFERENZA DEI SINDACI: prevista dalla L.R n. 72/’97, esercita le proprie funzioni di definizione degli indirizzi programmatici, di elaborazione ed approvazione del piano zonale all’interno della Conferenza di Zona. É costituita da tutti i Sindaci dei Comuni compresi in una stessa zona socio-sanitaria. Per gli adempimenti procedurali relativi alla programmazione si avvale di una struttura tecnica come prevista per la Conferenza di Zona.

    ASSISTENZA: indica un’azione di aiuto e di soccorso a favore di chi si trovi in modo temporaneo o permanente in una situazione di difficoltà. Dal punto di vista legislativo, dopo alcuni anni di attesa è stata finalmente varata la nuova legge sull’assistenza che apporta modifiche sostanziali alla precedente legislazione in materia. La riforma dell’assistenza, sancita con al legge 328/2000, cambia l’accezione tradizionale di assistenza passando dall’idea del soddisfacimento discrezionale dei bisogni all’idea di protezione sociale attiva. La legge ipotizza la costruzione di un sistema integrato di interventi e servizi e prestazioni, con la partecipazione di attori istituzionali e della solidarietà. La riforma è caratterizzata da livelli di prestazioni accessibili a tutti, con particolare attenzione a chi vive in condizioni di svantaggio sociale.

    ASSISTENZA DOMICILIARE: è un servizio erogato prevalentemente agli anziani ma anche minori e disabili ne possono usufruire. L’obiettivo è quello di assicurare a chi ne usufruisce una assistenza specializzata pur rimanendo in casa propria. É un’attività permanente di assistenza sociale perché viene configurata come prestazione domiciliare e di collaborazione familiare ed è inserita tra quelle attività integrative alla famiglia quando questa si trova in difficoltà. L’assistenza domiciliare agli anziani è un servizio che viene erogato soprattutto per il contenimento dei ricoveri in strutture protette quando ciò non sia davvero necessario.

    ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (ADI): si tratta di un servizio capace di erogare assistenza continua di tipo medico infermieristico, riabilitativo, psicosociale e sociale. Viene erogata su richiesta dopo un’attenta valutazione dei bisogni da parte del personale socio-sanitario del distretto e vengono attivate una serie di risorse specifiche come l’assistenza domiciliare, assistenza infermieristica, terapisti della riabilitazione ecc. L’ADI ha come funzione la strategia di far fronte ai problemi legati al prolungamento della vita media della popolazione, dell’indebolimento funzionale e relazionale e ai rischi di isolamento e di emarginazione.

    ASSISTENZA SOCIALE: insieme delle attività messe in atto dalle istituzioni sociali per intervenire in quei settori e nei confronti di quei cittadini che altrimenti rimarrebbero esposti ad uno stato di bisogno perché non coperti dal sistema previdenziale.

    AUTORIZZAZIONE: indica l’atto formale attraverso il quale le istituzioni preposte autorizzano alla realizzazione e l’esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie. Per ottenere tale autorizzazione le strutture devono essere in possesso dei requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi conformi agli standard prestabiliti con precedenti atti di indirizzo e coordinamento.

    AUTOSUFFICIENZA/NON AUTOSUFFICIENZA: la condizione di non autosufficienza si determina quando un soggetto diventa incapace di muoversi o di agire da solo nella propria realtà sociale e risulta impossibilitato a soddisfare i propri bisogni quotidiani senza l’assistenza di un operatore o di una persona esterna.

    AZIENDE SANITARIE: strutture operative, complesso di presidi, uffici, servizi che in un ambito territoriale determinato svolgono i compiti del servizio sanitario nazionale (SSN) L.502/92. Con il D.lgs 517/93 le ex Unità Sanitarie locali e alcuni ospedali sono stati costituiti in aziende autonome dotate di personalità giuridica pubblica, con autonomia amministrativa ed organizzativa, contabile, tecnica e gestionale. Con tale operazione si è cercato di favorire l’efficienza nell’erogazione dei servizi.


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    ARRIERE ARCHITETTONICHE: con questo termine ci si riferisce a tutti quegli ostacoli di tipo fisico che il soggetto disabile incontra quotidianamente. Una persona con handicap non incontra però solo questo tipo di barriere ma anche quelle di tipo psicologico e sociale; con le prime ci si riferisce a tutto ciò che ha a che fare con l’impatto che la disabilità ha sulla persona stessa. Con il termine barriere sociali si intende riferirci a tutto ciò che ha a che fare con la società nella quale vive il soggetto: dalla cultura prevalente in un dato momento storico, allo status socio-economico del soggetto, alle difficoltà sociali ed economiche della famiglia.

    BILANCIO DELLE COMPETENZE: è un percorso di orientamento strutturato, che valorizza la persona e l’aiuta a conquistare consapevolezza delle proprie competenze, capacità , attitudini, aspirazioni professionali. Obiettivo del bilancio di competenza è progettare il proprio percorso professionale, attraverso la ricostruzione delle proprie conoscenze abilità e risorse sociali, ed il confronto con il contesto esterno. Per le imprese può costituire uno strumento efficace per al gestione del personale, in un’ottica di valorizzazione delle risorse umane.

    BISOGNO: sotto questo termine si vuol ricomprendere le necessità reali e personali di ogni individuo per quanto attiene alla sfera sociale. Si tratta pertanto di necessità di tipo fisico, psichico e relazionale che si differenziano da individuo ad individuo in base alla propria cultura, all’ambiente di vita familiare e sociale, il contesto e al comunità di appartenenza.

    BORSA LAVORO: ci riferiamo a persone in difficoltà, a rischio di esclusione sociale, che attraverso percorsi sociali-formativi-lavorativi, sostenuti dai Servizi di competenza (AUSL, Comuni) sperimentano situazioni minime di autogratificazione e di autonomia personale.


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    ARTA DEI SERVIZI: si tratta di un documento che fornisce informazioni essenziali sui livelli e sulla qualità dei servizi erogati configurandosi come una carta per la cittadinanza sociale. Essa è costituita attraverso due punti di vista differenti ma complementari: da un lato, la logica dei servizi, che comporta la descrizione dell’offerta dei servizi e la regolamentazione dell’accesso ai servizi; dall’altro la logica del cittadino, attraverso al quale la carta dei servizi si configura come percorso progettuale per la promozione della cittadinanza attiva e consapevole nella popolazione, nelle istituzione e nei servizi. Il processo di costruzione delle carte costituisce una duplice opportunità: per i cittadini, che attraverso di esso potranno confrontare i principi ispiratori delle strategie di offerta e negoziazione, gli standard di qualità e gli strumenti da adottare in caso di mancato rispetto, dando così consistenza all’affermazione che la carta è un patto tra comune e cittadinanza; per le amministrazioni che attraverso questo processo hanno un’occasione di verifica dello stato dei servizi sociali e di crescita organizzativa. Diversi sono i riferimenti legislativi che hanno condotto alla costruzione della carta dei servizi. I primi sono presenti nella direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 27.01.1994 “Principi sull’erogazione dei servizi pubblici”alla quale è seguito il D.P.C.M. del 19 maggio 1995 “Prima individuazione dei settori di erogazione dei servizi pubblici ai fini dell’emanazione degli schemi generali di riferimento di carte dei servizi pubblici”. Ulteriori indicazioni sono contenute nel D.Lgs 286/1999, mentre alcune sanzioni sono previste per la violazione della carte dei servizi nella legge 56/1997. secondo quanto previsto dall’art. 13 della legge 328/2000, l’adozione della carta dei servizi sociali da parte degli enti erogatori è condizione per il loro accreditamento.

    CATEGORIE PROTETTE: si tratta di un canale preferenziale riservato alle cosiddette categorie protette, un termine introdotto con la vecchia legge 482/1968, di stampo assistenzialistico, che cercava di valutare i bisogni e le capacità reali delle persone disabili e di inserirle nel posto adatto. La riforma dei servizi per l’Impiego, avviata dal legislatore alla fine degli anni novanta, ha determinato il conferimento alle Province ed alle Regioni di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, fra cui figura anche il collocamento obbligatorio. Normativa che è stata profondamente rinnovata con l’abrogazione della legge n. 482/1968 e l’entrata in vigore, in data 18 gennaio 2000, della Legge 12 Marzo 1999, n. 68 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”.

    CENTRI DI PREFORMAZIONE E FORMAZIONE PER HANDICAPPATI: sono strutture formativo professionalizzanti che si collocano tra la scuola ed il mondo del lavoro. Lo scopo dei corsi di formazione o preformazione professionale è quello di inserire, dopo un’adeguata preparazione nei laboratori di cui la struttura solitamente è dotata, e dopo un tirocinio guidato,i soggetti disabili nel mondo del lavoro. Il personale è composto dal coordinatore del centro, educatori professionali, tecnici per le specifiche attività. La formazione professionale deve caratterizzarsi come luogo privilegiato per la preparazione attraverso progetti riabilitativi/abilitativi orientati a specifiche attività.

    CENTRO DI SOCIALIZZAZIONE: si intendono quelle strutture semiresidenziali che hanno funzioni di socializzazione attraverso l’offerta di attività socio-ricreative, ludiche e/o di socializzazione. Sono rivolti a minori, handicappati fisici e psichici.

    CENTRO DIURNO: si intendono quelle strutture semiresidenziali che hanno funzioni terapeutico riabilitative tese a prevenire e contenere il ricovero in strutture residenziali. L’utenza è di solito costituita da persone i cui bisogni derivano da incapacità o gravi deficit nello stabilire validi rapporti sociali o relazionali. Si rivolgono in prevalenza ad anziani, handicappati gravi e pazienti psichiatrici.

    Cittadinanza Sociale: L’impiego dell’espressione cittadinanza sociale è particolarmente utile nella direzione di una più adeguata comprensione e migliore rappresentazione delle problematiche proprie delle società sviluppate contemporanee. Infatti, quale che sia l’orientamento interpretativo che si adotta, si è in genere concordi nel ritenere che in queste società ci si trova di fronte ad un significativo sviluppo delle forme della cittadinanza. Queste cioè non riguardano più soltanto le libertà economiche ed i diritti politici ma coinvolgono l’operatività di amministrazioni ed apparati, nella prospettiva di costruire e garantire il benessere dei singoli e delle comunità. Per di più lo stesso riferimento a benessere si trasforma ed arricchisce nella misura in cui al classico rilievo della garanzia dei mezzi di sostentamento e di una vita dignitosa si affianca quello alla realizzazione dei propri progetti di affermazione e quello alla costruzione e mantenimento di relazioni sociali e di qualità della vita. Va chiarito subito però che non si tratta dell’espansione di quanto già esistente, come se si fosse in presenza di una sua crescita quantitativa. Tanto meno tutto ciò ha a che fare con l’aumentata disponibilità di risorse economiche; anche se certamente c’è una qualche connessione fra quantità di ricchezze materiali disponibili e possibilità di soddisfazione delle necessità esistenti; così come è rilevante la presenza di una qualche definizione di equità sociale. La cittadinanza sociale infatti si concretizza nella capacità di chiamare in causa i funzionamenti societari e di farlo nella logica della loro definizione e ridefinizione, tenendo propriamente conto degli interessi e strategie dei cittadini. Peraltro, si deve notare come questo termine stesso -cittadino potrebbe risultare inadatto se fosse inteso come attribuzione statica di benefici e titolarità. In questo senso disponibilità di ricchezze ed uguali titolarità non sono condizioni preliminari al presentarsi ditale capacità, anche se non può mancare una qualche loro dotazione iniziale; all’opposto è essenziale e prioritario il riconoscimento e la promozione della capacità di agire. Da questa capacità non può essere esclusa, anzi, la stessa possibilità di criticare e ridisegnare i contenuti e le modalità organizzative degli assetti societari; in altri termini, i progetti di affermazione sopra richiamati non sono i percorsi di soddisfazione individuale in contesti dati ma la stessa possibilità di intendere e ridefinire tali contesti. In ciò, appunto, lo specifico della titolarità della cittadinanza sociale. E in questo quadro che si precisa il senso proprio del rapporto fra cittadini e servizi, in particolare servizi sociali, come rapporto appunto teso a rendere possibile quella capacità di agire.

    CITTADINANZA SOCIALE: l’impiego dell’espressione cittadinanza sociale è particolarmente utile nella direzione di una più adeguata comprensione e migliore rappresentazione delle problematiche proprie delle società sviluppate contemporanee. Infatti, quale che sia l’orientamento interpretativo che si adotta, si è in genere concordi nel ritenere che in queste società ci si trova di fronte ad un significativo sviluppo delle forme di cittadinanza. Queste cioè non riguardano più soltanto le libertà economiche ed i diritti politici ma coinvolgono l’operatività di amministrazioni ed apparati, nella prospettiva di costruire e garantire il benessere dei singoli e delle comunità. La cittadinanza sociale infatti si concretizza nella capacità di chiamare in causa i funzionamenti societari e nel farlo nella logica della loro definizione e ri-definizione, tenendo propriamente conto degli interessi e strategie dei cittadini. Peraltro si deve notare come questo termine stesso –cittadino- potrebbe risultare inadatto se fosse inteso come attribuzione statica di benefici e titolarità. In questo senso disponibilità di ricchezze ed uguali titolarità non sono condizioni preliminari al presentarsi di tale capacità, anche se non può mancare una qualche loro dotazione iniziale; all’opposto è essenziale e prioritario il riconoscimento e la promozione della capacità di agire. Da questa capacità non può essere esclusa, anzi, la stessa capacità di criticare e ridisegnare i contenuti e le modalità organizzative degli assetti societari; in altri termini, i progetti di affermazione sopra richiamati non sono i percorsi di soddisfazione individuale in contesti dati, ma la possibilità di intendere e ri-definire tali contesti. In ciò, appunto, lo specifico della titolarità della cittadinanza sociale. É in questo quadro che si precisa il senso proprio del rapporto tra cittadini e servizi, in particolare servizi sociali, come rapporto teso a rendere possibile quella capacità di agire.

    COMUNE: è l’ente locale che rappresenta la comunità e ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo (D.Lgs 267/2000). É titolare di funzioni proprie e può esercitare le funzioni attribuite o delegate dallo Stato e dalla Regione. Adotta un proprio statuto che regolamento l’organizzazione interna degli uffici. É titolare di compiti in materia di servizi sociali che può svolgere in maniera autonoma, associandosi con altri comuni, delegando la materia alle aziende sanitarie.

    COMUNITÀ SOLIDALE: una delle trasformazioni più significative in cui si concretizza il pieno realizzarsi delle società contemporanee sviluppate è rappresentata dal nuovo coinvolgimento della funzione pubblica in generale e dei servizi sociali in particolare nella dinamica di fronteggiamento dei bisogni. Occorre fare riferimento a ciò che nell’operatività di questi servizi può riuscire utile a provocare e sostenere la capacità di agire dei soggetti bisognosi. Il punto di partenza è dato infatti dalla comprensione che i bisogni in questione si generano a partire dal deteriorarsi, o dal non manifestarsi, di quella capacità e si concretizzano in definitiva in un suo ulteriore impoverimento. Su questa base si capisce allora come il trattare con riguardo gli utenti non sia tanto una questione di metodo, ma piuttosto una esigenza di merito relativa al coerente rispetto e/o stimolo nei confronti del presentarsi della loro capacità di agire. Qui si può cogliere con relativa facilità come il riferimento all’utente no sminuisca le attribuzioni del cittadino e giunga, all’opposto, a presentarne una modalità di manifestazione più ricca nella misura in cui esse si vengono a radicare nella conoscenza precisa della funzionalità di quel dato servizio. In questo quadro si può ritenere allora che per la valutazione di efficacia ed efficienza dei servizi non è affatto importante valutare il rapporto tra unità di investimento ed unità di prodotto e neanche a rigore, il grado di soddisfazione degli utenti, ma la crescita della capacità di azione di questi ultimi, crescita che si manifesta innanzi tutto come capacità di criticare i servizi stessi. Questo ragionamento porta l’attenzione su un altro elemento importante che rappresenta esattamente il necessario sviluppo di quanto si è detto: la comunità solidale. Va da sé che dal punto di vista dell’analisi sociologica questa espressione non può essere intesa come insieme di individui altruistici, se non altro per il pregiudizio valutativo che così sarebbe implicito. Dal punto di vista di quell’analisi la comunità solidale non può che essere intesa come capacità di un insieme societario di costituirsi consapevolmente in funzione di un complesso di connessioni e compatibilità, dalle quali in senso proprio è prodotto. In questa prospettiva il rapporto fra servizi ed utenti, si definisce adeguatamente se riesce a realizzare la comprensione di quelle compatibilità e lo sviluppo delle relative sinergie. É in questo ambito che il riferimento all’”intervento di rete”, a una rete complessiva di protezione sociale ed alla famiglia come prima forma di rete acquistano tutto il loro valore concreto divenendo insieme professionalità degli operatori dei servizi sociali e sviluppo e concretizzazione del titolo della cittadinanza sociale.

    CONFERENZA DI ZONA: la normativa regionale introduce e definisce il ruolo fondamentale della Conferenza di Zona come livello di programmazione zona complessiva ed è competente nell’elaborazione ed approvazione del Piano Zonale di assistenza sociale. La Conferenza di Zona è organismo determinato dalle componenti istituzionali rappresentate dall’Articolazione zonale della Conferenza dei Sindaci e dal Presidente della Provincia e da quella ad “attrazione istituzionale” rappresentata dal Direttore generale. Alla realizzazione della programmazione zonale possono essere ammesse a partecipare le organizzazioni del volontariato, del privato sociale, e le reti anche informali di persone e famiglie nel rispetto degli indirizzi programmatici definiti. Per l’assistenza tecnica in ordine a tutti i momenti di attività la Conferenza di zona si avvale di una struttura tecnica la cui dotazione organica è costituita dagli operatori messi a disposizione dai Comuni dalle Aziende Usl e dalle Province.

    CONVENZIONE: la convenzione è lo strumento mediante il quale il Comune o altre istituzioni pubbliche instaurano rapporti di collaborazione con strutture private o di privato sociale per l’erogazione di servizi sanitari o socioassistenziali o altri tipi di servizi ai quali possono accedere i cittadini utenti.

    COOPERATIVE SOCIALI: sono disciplinate dalla L. 381/91 e sono di due tipi: A) gestiscono servizi socio sanitari ed educativi in convenzione con i Comuni e con le Asl. B)svolgimento di attività industriali, commerciali, agricole, finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Per persone svantaggiate si intendono: disabili psichici, fisici, sensoriali, ex degenti di OP, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazione di difficoltà familiare, condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione.

    COORDINAMENTO: con tale termine si può intendere tutte quelle azioni tese a far cooperare in modo integrato tutte le risorse presenti su di un determinato territorio (Comune, Asl, Scuola, Provincia, Volontariato) per il raggiungimento di obiettivi prefissati.


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    E-ISTITUZIONALIZZAZIONE
    : è un processo che cerca di mantenere la persona, in situazione di disagio, il più a lungo possibile, nel suo ambiente di vita. Inoltre cerca di promuovere l’autonomia personale, e cerca di sostenere la separazione della persona da colui che se ne prende cura.

    DIAGNOSI FUNZIONALE: la L.517/’77 stabilisce che è compito delle Az.Usl, fornire alle scuole dove sono inseriti alunni portatori di handicap, un supporto da parte dell’équipe psico-sanitaria per rimuovere quegli ostacoli che impediscono una corretta integrazione del disabile. Alcune circolari fanno riferimento alla diagnosi funzionale che deve essere redatta da operatori dell’équipe e nella quale si deve evidenziare capacità residue e potenzialità dell’ handicappato oltre ai deficit.

    DIAGNOSI SOCIALE: si intende l’interpretazione e la codifica del problema sociale portato dal cliente e la ricerca delle cause che l’ hanno determinata.

    DIRITTI E DOVERI SOCIALI: la Costituzione repubblicana ha ispirato un ordinamento nel quale i diritti sociali, non senza contraddizioni, hanno trovato riconoscimento. Il cittadino è titolare di diritti all’istruzione, alla salute, all’integrazione sociale ed economica, volti ad assicurargli il pieno sviluppo umano e la partecipazione alla vita politica, sociale ed economica. La L.R n. 72/’97 pone il sistema socio-assistenziale regionale in questa prospettiva. Nello stesso tempo essa disegna gli spazi nei quali i cittadini singoli o con le loro organizzazioni di volontariato, di privato sociale e di cooperazione, esplicano i doveri di solidarietà, partecipando alle attività della rete di protezione sociale, con la quale ci si prefigge di assicurare il benessere della persona e della comunità e di prevenire e rimuovere le condizioni di disagio sociale. La ricerca dell’equilibrio tra diritti e doveri sociali nella riprogettazione del sistema socio-assistenziale tende a limitare il peso delle burocrazie dei servizi e a valorizzare i legami di solidarietà tra i cittadini. Si può, quindi, rispondere alle istanze della cittadinanza sociale attivando un tessuto comunitario accogliente, che assume la responsabilità di sostenere i suoi componenti più deboli.

    DISABILITÀ: secondo l’Oms (1981) è una riduzione parziale o totale della capacità di svolgere un’attività nei tempi e nei modi considerati normali. Può essere transitoria o permanente, reversibile/irreversibile, progressiva/regressiva. Può essere conseguenza di una menomazione o una reazione psicologica ad una menomazione fisica e/o sensoriale o di altro tipo.

    DISTRETTO: articolazione o porzione di territorio per lo svolgimento integrato di attività di primo livello e di pronto intervento nelle ASL. É inteso come ambito territoriale, demografico, relazione per realizzare gli interventi di sicurezza sociale e per garantire ai cittadini un’effettiva partecipazione alla programmazione, promozione e gestione dei servizi di base/dei servizi socio-sanitari. La legge 833/78 stabiliva che ogni unità sanitaria locale doveva essere articolata in distretti di base.

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    MARGINAZIONE
    : si intende uno stato di isolamento, di disadattamento socio-ambientale che spesso procura problematiche abitative, lavorative e personali gravi a tal punto che la persona non è assolutamente integrata nella comunità di appartenenza ed anzi ne viene esclusa.

    ENTE LOCALE: si racchiudono in questa denominazione tutti gli enti pubblici dotati di poteri autonomi che insistono su un ambito territoriale limitato. Due sono gli orientamenti interpretativi a tal proposito: uno più ristretto che fa coincidere con gli enti locali le Regioni, le Province e i Comuni; l’altro più ampio che considera Enti Locali anche enti come le camere di commercio e gli ordini professionali. La presenza di enti locali “minori” è prevista dalla Costituzione all’art. 118 co.3, come possibili delegati delle funzioni della regione accanto a province e comuni. Tutte le norme che disciplinano gli Enti locali sono contenute nel D.lgs, 267/2000 “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali” nel quale è confluito anche il precedente “Ordinamento delle Autonomie locali” legge 142/1990 e successive modificazioni.Il D.Lgs 267/2000, all’art. 2, dà una definizione ancora più ristretta di Enti locali, che ai fini del testo unico comprendono le Province, i Comuni, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni.


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    ORMAZIONE: processo di apprendimento finalizzato a preparare il soggetto allo svolgimento di un compito specifico nell’ambito di un’organizzazione. Nei corsi di formazione prevale l’aspetto operativo, di conseguenza gli insegnamenti sono fortemente sbilanciati in modo da fornire una competenza tecnica, benché non vengano trascurati i necessari aspetti teorici.

    FORMAZIONE PERMANENTE: è l’insieme della formazione e delle attività orientate a migliorare le prestazioni dei soggetti appartenenti ad un’organizzazione. La formazione permanente rappresenta una forma di investimento importante per le organizzazioni che producono servizi, poiché assolve alla funzione dell’aggiornamento degli operatori, migliorando al qualità delle prestazioni erogate.


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    ANDICAP
    : secondo la definizione data dall’OMS nel 1981, per handicap si intende una condizione di svantaggio risultante da un danno o da una disabilità, che limita o impedisce lo svolgimento di un ruolo normale in rapporto all’età, al sesso, ai fattori sociali e culturali. É quindi una condizione soggetta a possibili miglioramenti o peggioramenti. É distinta dalla disabilità o menomazione.

    HANDICAPPATO
    : è colui che <> (L.104/92).


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    CIDH-2 (Classificazione Internazionale delle Menomazioni, delle Disabilità e degli Handicap).
    : L’ICIDH è la classificazione internazionale delle menomazioni, delle attività personali (ex disabilità) e della partecipazione sociale (ex handicap) che è giunta alla seconda edizione. Si tratta di un sistema di classificazione, realizzato per la prima volta nel 1980, a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, molto utilizzato nel campo della disabilità. La classificazione è organizzata secondo tre assi principali: 1. funzioni e strutture del corpo, menomazioni o alterazioni funzionali e strutturali dell’organismo, perdite o anormalità riguardanti la struttura del corpo o funzioni psicologiche e fisiologiche; 2. attività personali, in cui sono valutati tutti i comportamenti a qualsiasi livello di complessità, che possono subire limitazioni di natura durata e qualità; 3. partecipazione sociale, nella quale si considerano le interazioni tra menomazioni, attività e fattori di contesto, in tutte le aree dell’attività umana che possono subire restrizioni per natura durata e qualità. Gli assi 2 e 3, nell’edizione precedente erano definiti rispettivamente disabilità ed handicap. Componente integrante della valutazione attraverso questo strumento è la correlazione con i fattori contestuali, dimensione derivante dall’insieme dei fattori ambientali e di quelli personali.

    INSEGNANTE DI SOSTEGNO: tale figura è stata istituita con la L.517/77 delegandole un ruolo di integrazione, sostegno e contenimento del soggetto portatore di handicap inserito nella scuola pubblica. Non ha competenze assistenziali ma un ruolo di formazione della personalità del soggetto con handicap da mettere in atto attraverso l’interazione con tutti gli alunni della classe.

    INSERIMENTI LAVORATIVI A SCOPO RIABILITATIVO E TERAPEUTICO: si intendono quegli interventi assistenziali che hanno come scopo l’integrazione nel mondo del lavoro di portatori di handicap, svantaggiati, tossicodipendenti, pazienti psichiatrici, ecc.

    INSERIMENTI LAVORATIVI CATEGORIE SVANTAGGIATE E CATEGORIE PROTETTE: inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro di soggetti appartenenti alle categorie svantaggiate (disabili psichici e/o fisici, invalidi civili, tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti, detenuti ed detenuti, immigrati e nomadi) in applicazione dell’art. 18 L. 196/’97 e del D.M. 142/’98, della L.R. 72/’97 e della L. 68/’99, attraverso azioni individuali di counseling, orientamento, bilancio di competenze, curriculum, organizzazione di stage e tirocini con tutor, attività di preformazione e formazione, promozione dell’autoimprenditorialità rivolte ai soggetti e interventi di sostegno alle imprese quali contributi per l’adeguamento del posto di lavoro, integrazioni salariali, agevolazioni sugli oneri sociali, tutoraggio. Inoltre sostegni alla creazione e allo sviluppo di impresa, alle cooperative sociali, ecc.

    INTEGRAZIONE: indica il processo che conduce a unificare differenti componenti in un insieme unico. In sociologia, il termine indica il processo di adattamento ad una struttura sociale concreta fino a raggiungere relazioni non conflittuali tra le parti. L’integrazione è uno stato variabile di ogni società, determinato dalla tendenza e dalla disponibilità degli individui che la compongono a coordinare la propria azione sociale con quella degli altri, facendo registrare un basso livello di conflitto o utilizzando mezzi pacifici per risolverlo. In un’accezione antropologica, è l’adattamento reciproco tra i vari elementi che costituiscono una cultura o tra elementi di culture differenti. In psicologia, il termine integrazione, riferito alla personalità come sistema aperto, indica la consistenza, la funzionalità o il grado di coesione tra le diverse parti dello stesso sistema, modalità di relazione, idee, valori, ideali, grado di autonomia, norme sociali, risposte motorie e via dicendo.

    INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA: definisce il rapporto tra soggetti istituzionali ed operativi/gestionali investiti di distinte funzioni e competenze nella sfera dei servizi sociali e dei servizi sociali e dei servizi sanitari. Coinvolge pertanto Comuni, in quanto titolari di funzioni in materia di servizi sociali, le Province in quanto titolari di residue funzioni assistenziali, ma più in particolare le funzioni nei settori dell’istruzione, formazione, inserimenti lavorativi, le aziende Usl, quali enti pubblici ad attrazione istituzionale per funzioni sanitarie. L’integrazione si fonda pertanto sulle reazioni intersettoriali, interdisciplinari ed interprofessionali, costruite su politiche, metodologie, protocolli, risorse mirate, strumenti di programmazione, di organizzazione e di attività. L’integrazione è anche coinvolgimento di soggetti privati non-profit e profit purché partecipi dei programmi, dei progetti in quanto in possesso di requisiti minimi nonché di qualità. Gli accordi di programma sono gli strumenti per definire e regolare i rapporti della integrazione tra i soggetti interistituzionali; le convenzioni per definire e regolare i rapporti con i soggetti del terzo settore e del privato sociale in generale.


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    AVORO DI RETE
    : lavorare secondo un’ottica di rete permette all’operatore di cogliere i fenomeni nelle loro interconnessioni. Creare delle reti (di solidarietà sociale, ecc..) significa creare prevenzione al disagio e al danno. É un efficace strumento di recupero per la nostra società in quanto enfatizza il ruolo delle solidarietà naturali e delle relazioni interpersonali. É supporto di aiuto per i singoli e per le istituzioni in quanto attuano un’aggregazione ed una mediazione proprio laddove possono crearsi difficoltà.


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    ARKETING SOCIALE
    : il termine marketing significa operare sul mercato ed è l’insieme di tecniche di ricerca di mercato e di commercializzazione dei prodotti. Il marketing sociale è l’applicazione delle metodologie di marketing commerciale alle attività delle organizzazioni del terzo settore che non hanno fini di lucro, ad esempio: associazioni, comunità, scuola, azienda Usl, enti locali. Il marketing offre un’ottica nell’impostazione dell’opera di pubblicizzazione delle attività che può essere di grande aiuto per la riuscita delle iniziative. L’attività di marketing, infatti, è volta sia a suscitare l’interesse e la domanda da parte dei soggetti “target” dell’intervento sia a facilitare questi ultimi nel compito di individuare e prendere contatto con le risorse del territorio. Le strategie di marketing, ovviamente, devono rispettare la deontologia professionale, poiché l’obiettivo del marketing sociale non è la promozione di un servizio sociale in concorrenza con altre agenzie del territorio, ma è piuttosto quello di utilizzare al meglio i mezzi di comunicazione per far comprendere la specificità ed il contenuto dell’attività. L’obiettivo, in altre parole, è quello di avvicinare i servizi all’utenza attraverso la diffusione dell’informazione.

    MENOMAZIONE: secondo l’OMS è qualsiasi perdita o anomalia a carico di strutture o funzioni psicologiche, fisiologiche e anatomiche. Essa può essere transitoria o permanente.


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    SSERVATORIO PER LE POLITICHE SOCIALI: può essere Regionale o Provinciale. Si tratta del sistema informativo per supportare le scelte programmatorie e per valutare i successivi risultati; ciò al fine di realizzare “la funzione operativa finalizzata all’osservazione, all’analisi, alla previsione dei fenomeni sociali ed alla diffusione delle conoscenze e delle elaborazioni” (art.64 L.R. 72/1997).


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    ARG (progetto abilitativo riabilitativo globale)
    : è un progetto che si avvia con l’attestazione di handicap (L.104/92) e si sviluppa parallelamente alla diagnosi funzionale. Il PARG riunisce tutti gli interventi ritenuti utili e necessari ad attivare funzioni e capacità del disabile a partire dall’età infantile fino all’età adulta. Concorrono alla sua predisposizione le seguenti figure professionali: assistente sociale, terapisti della riabilitazione, psicologi, psichiatri, neuropsichiatri infantili, neurologi, fisiatri, pedagogisti ecc. Nel PARG si sviluppano i piani di intervento individuali, mirati e specifici adeguati ai bisogni che la persona presenta in quel determinato momento. Il PARG contiene la situazione globale dell’ handicappato ed avvia i piani di intervento che possono essere di tipo sanitario, socio-educativo, lavorativo, sociale.

    PARTECIPAZIONE (DIRITTI DI): : Il termine partecipazione, a partire dalla fine degli anni ‘60 in cui sono state messe le basi dell’attuale assetto del sistema dei servizi socio-sanitari e socio-educativi, si è andato via via caricando di significati diversi che hanno tra l’altro coinvolto ambiti sempre più ampi (tralasciamo in questa sede la esperienza specifica della scuola e quella più generale della partecipazione politica). In generale il coinvolgimento partecipativo di utenti, cittadini e formazioni sociali è ritenuto requisito necessario per garantire l’effettiva rispondenza dei servizi ai bisogni delle persone; la finalità della partecipazione è perciò in primo luogo quella di garantirne efficienza e efficacia (Maccaccaro G. A.) Gli strumenti della partecipazione possono essere i più vari: (as-semblee di cittadini o utenti, comitati spontanei o eletti, gruppi di interesse, etc.), così come vari sono i momenti in cui essa è attivata: a sostegno della programmazione dei servizi (ad esempio per la formulazione degli stessi piani di zona), per realizzare forme di cogestione o autogestione di servizi, per controllare e valutare i servizi realizzati. La partecipazione, nelle sue varie forme, deve essere sostenuta da una capillare diffusione della informazione sulla rete dei servizi e sui processi decisionali che li attivano. Negli ultimi anni le iniziative di partecipazione sono andate intrecciandosi con le azioni per la tutela dei diritti degli utenti e dei cittadini (garantiti dalle varie "Carte dei diritti"), accentuando la dimensione del controllo e gli aspetti rivendicativi e di cittadinanza attiva.

    PARTERNARIATO: termine che indica un rapporto complementare ed equo tra due organizzazioni differenti per natura, compiti, missione, attività, risorse e modo di funzionamento. Nella realizzazione di un progetto le due parti apportano un contributo differente, ma riconosciuto da entrambi essenziale. Il parternariato si fonda sul rispetto e sul mutuo riconoscimento dei contributi offerti dalle parti che sono in una relazione di interdipendenza. Affinché il parternariato abbia successo, tuttavia sono necessari sia adeguati fattori istituzionali, cioè la presenza di sufficienti risorse organizzative, sia adeguati fattori umani, cioè professionalità idonee ed un atteggiamento disposto alla collaborazione ed al lavoro fra le équipe. La funzionalità del parternariato, inoltre, è in stretta correlazione con il rilievo assegnato alla fase di progettazione comune, nella quale vanno stabiliti i bisogni del target, il rapporto con il territorio, gli obiettivi del progetto, la definizione ed il riconoscimento dei ruoli, un protocollo che stabilisca procedure operative e responsabilità delle parti ed infine, le condizioni economiche.

    PATRONATO (Enti di): si tratta di enti, riconosciuti con decreto del Ministero del Lavoro, che svolgono un’azione di tutela, assistenza e rappresentanza degli interessi del lavoratore nei confronti degli enti erogatori (INPS, INAIL,ecc). Il cittadino può delegare il patronato per la propria tutela attraverso un mandato che, a discrezione dell’utente stesso, può essere revocato. Attualmente, la maggioranza degli enti di patronato è promossa da organizzazioni sindacali o di categoria, restandone, tuttavia, autonomi nello svolgimento delle proprie attività di patrocinio. L’attività assistenziale nei confronti dei lavoratori, fatta eccezione per l’assistenza legale, è svolta gratuitamente per determinazione dello statuto. Gli enti di patronato traggono i mezzi di sussistenza da un finanziamento pubblico, erogato dal Ministero del Lavoro, che a sua volta è alimentato da un’aliquota prelevata sui contributi incassati dagli istituti che gestiscono le varie forme di previdenza sociale.

    PATTO TERRITORIALE: con tale definizione si intende l’accordo, promosso da enti locali, parti sociali o da altri soggetti pubblici o privati, relativo all’attuazione di un programma di interventi sul territorio caratterizzato da specifici obiettivi di promozione dello sviluppo locale. È uno strumento di programmazione negoziata che esalta al massimo l’aspetto di concertazione, partecipazione attraverso la collaborazione fra pubblico e privato. È uno strumento promosso e attuato a livello locale; è una nuova modalità politico organizzativa della pubblica amministrazione e nella fattispecie dell’ente locale. Lo strumento di programmazione negoziata viene definito, dall’attuale legislazione vigente, come “la regolamentazione concordata tra soggetti pubblici o tra il soggetto pubblico competente e la parte o le parti pubbliche o private per l’attuazione di interventi diversi, riferiti ad un’unica finalità di sviluppo, che richiedono una valutazione complessiva delle attività di competenza”.

    PEI (piani educativi individualizzati): vengono redatti dagli organismi didattici sulla base delle indicazioni contenute nella diagnosi funzionale. Il PEI è finalizzato all’integrazione ed all’apprendimento del portatore di handicap, dovrà definire gli obiettivi e i percorsi e le strategie per controllare e valutare i servizi realizzati. La partecipazione, nelle sue varie forme, deve essere sostenuta da una capillare diffusione della informazione sulla che si intendono portare avanti, gli eventuali strumenti e sussidi didattici personalizzati che possono facilitare i processi di apprendimento/assimilazione dell’alunno, sia durante l’attività didattica che negli altri momenti ricreativi. Successivamente all’elaborazione dei PEI sono previsti almeno due momenti di verifica: uno iniziale ed uno finale, allo scopo di monitorare gli effetti dei vari interventi. Alla stesura del PEI partecipano oltre agli operatori scolastici, l’assistente sociale, il neuropsichiatra infantile, il terapista della riabilitazione, il logopedista, il fisiatra ed i genitori del disabile.

    PIANIFICAZIONE SOCIALE: l’espressione comprende tutte quelle procedure sistematiche utilizzate per raggiungere tipologie di strutture socio-economiche predeterminate e per gestire razionalmente il cambiamento sociale. Queste procedure comprendono, in genere la raccolta dei dati relativi ai fenomeni sociali, la definizione di percorsi di azione alternativi e la proposta di suggerimenti per potenziarli o implementarli. Secondo quanto previsto nella legge 328/2000, la pianificazione sociale prevede tre livelli: il Piano Nazionale degli interventi e dei servizi sociali dalle cui indicazioni viene definito il Piano Regionale degli interventi e servizi sociali che a sua volta fornisce le linee guida per la costituzione del Piano di Zona degli interventi e servizi sociali nei diversi comuni ed ambiti locali.

    PIANO SOCIALE DI ZONA: è lo strumento di programmazione dei servizi alla persona nell’ambito della zona socio-sanitaria. Con esso vengono definiti gli obiettivi di salute, il sistema dei servizi, le forme e le modalità di gestione e i processi operativi e metodologici. Il piano si configura, dunque lo strumento che determina il sistema di welfare locale che le istituzioni, i soggetti pubblici e privati intendono garantire, per la tutela dei diritti dei cittadini, attraverso la messa in rete di responsabilità, risorse, servizi. Esso può essere considerato il “piano regolatore dei servizi” per la popolazione della zona. Come previsto dalla L.R n.72/’97, il processo programmatorio che viene attivato per formulare il piano deve garantire anche la partecipazione dei soggetti comunitari, sia nella fase i lettura dei bisogni sia in quella di diagnosi e definizione degli obiettivi e degli interventi.

    POF: (piano dell’offerta formativa). : Espressione dell’autonomia scolastica: è la carta d’identità di una scuola. Il Piano dell’offerta formativa, elaborato ed approvato annualmente dal Collegio Docenti, è una struttura in evoluzione, flessibile ai diversi bisogni della comunità alla quale si propone, è rivolto alle tre componenti (studenti, docenti, genitori), coinvolte nei processi educativi. Il Piano riassume in sé una serie di azioni coordinate ed uno degli elementi caratterizzanti è il collegamento con il territorio.

    POLITICA DI RETE: l’uso dell’espressione “politica di rete” è entrato solo recentemente nel glossario dei termini che ruotano intorno al tema delle politiche sociali a livello locale e come tutte le espressioni nuove conserva ancora una connotazione più intuitiva che sostanziale. Per politica di rete si può intendere una nuova logica di fare, attivare o riorganizzare i servizi per la collettività, che a livello di programmazione valuti tutte le risorse già attive sul territorio ed operi nella direzione del massimo della armonizzazione, in un’ottica di razionalizzazione, non solo sul versante dell’efficienza, ma anche dell’efficacia. In questa accezione la rete costituisce lo strumento, che rende possibile un’azione programmatoria, che tenga conto della complessità non solo della domanda assistenziale, ma anche dell’eventuale risposta. Per politica di rete, tuttavia si può anche intendere un ambito specifico di azione, che vede l’istituzione pubblica nel ruolo di sostegno, incentivazione, valorizzazione, potenziamento delle risorse soprattutto informali presenti in un dato territorio. In questo secondo caso la politica di rete non è il presupposto a partire dal quale l’operatore pubblico dà il via ad una attività programmatoria, ma diventa essa stessa un obiettivo da raggiungere. In questa seconda accezione la rete rappresenta il fine ad conseguire, attraverso politiche sociali che possono travalicare il confine dell’ambito strettamente assistenziale (si pensi ad esempio ad interventi di tipo urbanistico che consentano lo sviluppo di nuove forme di socievolezza in ambiente urbano; a politiche tese ad un uso più competente e partecipato del territorio, della città; alle nuove tipologie di servizi per la primissima infanzia etc.). Le due accezioni non sono totalmente coincidenti. Mentre nel primo caso, infatti l’istituzione pubblica si rapporta al territorio non più come mero produttore di bisogni, ma anche come portatore di risorse da fare entrare in una nuova contabilità del benessere della collettività, nel secondo caso le risorse informali diventano campo privilegiato di un’azione che non è solo di monitoraggio, ma anche di potenziamento e di attivazione.

    POLITICA SOCIALE: far crescere un sistema di sicurezza sociale <>. Il livello locale (territorio) è il terreno idoneo per sperimentare una politica sociale fondata su prestazioni o servizi essenziali ed affidata a modelli operativi e alle esigenze di tutela della salute dei singoli e/o delle comunità locali. I valori guida della politica sociale sono: il decentramento, programmazione, partecipazione, prevenzione, integrazione. All’interno del vasto ambito delle politiche sociali si possono distinguere quattro grandi raggruppamenti: politiche sociali globali: che mirano a garantire collettivamente i cittadini contro i rischi legati alla malattia, alla vecchiaia, all’invalidità, alla disoccupazione e a tutti quei fattori che interessano al collettività in generale; § politiche sociali settoriali, che riguardano le singole problematiche e le relative azioni sociali, e non le categorie di individui come ad esempio, il problema degli alloggi, al sanità e via dicendo; § politiche legate alle categorie sociali di individui come ad esempio tossicodipendenti, l’infanzia, l’adolescenza, gli immigrati; § politiche sociali trasversali, cioè quelle azioni che attraversano più categorie e settori, come ad esempio le azioni di contrasto alla povertà, le azioni di promozione della partecipazione dei cittadini.

    PRESTAZIONE: è un’attività svolta da una persona i cui risultati sono riconoscibili da altri individui all’esterno. L’esistenza della prestazione presuppone una condizione di bisogno per al quale la persona non è in grado di darsi una risposta da sola. Questo è vero anche per i Servizi sociali, dove la persona può chiedere una prestazione per i più svariati bisogni,da quelli più ampi, esistenziali,ai bisogni più ristretti, legati direttamente alla sopravvivenza. La prestazione può fornire una risposta esaustiva in se stessa, oppure rappresentare una risposta parziale al bisogno dell’altro con funzioni integrative, di orientamento, ecc.

    PRESTAZIONI SOCIO-SANITARIE: si definiscono prestazioni socio-sanitarie, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 229/1999, tutte le attività atte a soddisfare, mediante percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie ed azioni di protezione sociale in grado di garantire, anche nel lungo periodo, al continuità tra azioni di cura e di riabilitazione. Le prestazioni sociosanitarie comprendono: prestazioni sanitarie a rilevanza sociale, cioè attività finalizzate alla promozione della salute, alla prevenzione, all’individuazione, alla rimozione ed al contenimento di esiti degenerativi o invalidanti di patologie congenite o acquisite; prestazioni sociali a rilevanza sanitaria, cioè tutte le attività del sistema sociale che hanno l’obiettivo di supportare la persona in stato di bisogno, con problemi di disabilità o di emarginazione condizionanti lo stato di salute. Le prestazioni sanitarie a rilevanza sociale sono finanziate dalla regione e sono assicurate dalle aziende sanitarie, sulla base della normativa statale, dei piani sanitari e dai piani progetti-obiettivo nazionali e regionali. Le prestazioni sociali a rilevanza sanitaria, caratterizzate dalla particolare consistenza della componente sanitaria, sono predisposte e finanziate dai comuni sulla base dei piani di zona.

    PREVENZIONE: si intende l’azione mirante a prevenire le cause del disagio sociale ancora prima che esso si manifesti. É compito dell’assistente sociale adoperarsi per creare elementi positivi di benessere anziché fornire una <> alle carenze sociali. Il servizio sociale svolge funzione di prevenzione primaria quando collabora per al creazione di nuovi servizi di aggregazione sociale; svolge azione di prevenzione secondaria quando offre aiuto a persone affinché non sorgano per loro ulteriori problemi; svolge funzione di prevenzione terziaria quando mette in atto interventi riabilitativi.

    PRIVATO SOCIALE: Si indica con questa denominazione quel gruppo di organizzazioni presenti sulla scena sociale che attuano iniziative, la cui ideologia non si identifica né con quella dello Stato né con quella del mercato. Il termine privato sta a significare, per distinzione con i Servizi pubblici, che si tratta di un’azione promossa e gestita autonomamente da gruppi di cittadini volontari e professionisti. Il termine sociale definisce il campo di azione ed il suo obiettivo, entrambi orientati al benessere della comunità e al pubblico interesse.

    PROCESSO DI AIUTO: metodo messo in atto dall’assistente sociale nei confronti di un utente quando valuta di poter operare per un cambiamento a favore della sua condizione difficoltosa. Lo scopo del processo di aiuto è quello di promozione di un cambiamento di un soggetto di fronte ad una situazione problematica che gli consenta di affrontare le difficoltà presenti e future. Il termine processo sottolinea la costruzione di un contesto relazionale attraverso il contributo sinergico dei diversi professionisti che vi prendono parte. Il termine aiuto rinvia a diversi livelli di complessità, sia a quello delle organizzazioni, facendo riferimento alla pianificazione e gestione di servizi ed interventi, sia a livello della relazione con il singolo, nella quale si realizza l’aiuto concreto alla persona.

    PROCESSO PROGRAMMATORIO LOCALE: le recenti esperienze di costruzione dei piani di zona si caratterizzano per lo sviluppo di ottiche processuali, le quali guidano la loro elaborazione. Il processo programmatorio locale si basa sulla comunicazione, sulla concertazione e sull’interazione tra politici e tecnici, tra soggetti istituzionali e comunitari, ponendo in secondo piano la linearità dell’azione, le prassi burocratiche e il ruolo degli esperti. In questo processo risulta fondamentale il ruolo di leadership delle Amministrazioni comunali – svolto dalla figura dei Sindaci – le quali sono chiamate anche dalla LR n.72/’97 oltre che dalla D.Lgs 267/’00 a promuovere, tutelare e rappresentare gli interessi della comunità locali, attraverso processi che facilitino la mediazione tra culture diverse, soggetti molteplici, bisogni notevoli e risorse da integrare. Il risultato del processo programmatorio locale è sia il piano di zona che risulterà collocato nel contesto socio-economico, partecipato ed integrato –sia la crescita di una cultura diffusa sui diritti di cittadinanza sociale, di prassi collaborative, di “presa in carico comunitaria” a livello dei singoli Comuni, ma soprattutto di zona socio-sanitaria.

    PROGETTAZIONE: è la capacità di prefigurare i cambiamenti che si desiderano ottenere, prevedendo i possibili ostacoli e stabilendo in anticipo come farvi fronte.

    PROGETTI INTEGRATI DI SOSTEGNO: consistono in misure che valorizzano ed aiutano la soggettività e l’auto-organizzazione delle persone, delle famiglie, dei gruppi, della comunità.sono attivabili in tutte le politiche previste dalla L.R. n 72/’97. connotano le politiche attive della solidarietà sociale nei rapporti tra le comunità istituzionali, le organizzazioni sociali ed i singoli. Necessitano della messa in rete dei servizi territoriali, di norma distrettuali, e di prassi agibili ed accessibili per la comunicazione/informazione. Postulano un’inclinazione all’ottimizzazione e riequilibrio delle risorse e delle opportunità sociali per superare le ricorrenti logiche di modelli storicizzati. Gli interventi di sostegno possono riguardare sia piani individuali sia progetti di aiuto a favore di gruppi di comunità.

    PROGETTO: è il risultato del processo di progettazione, che si concretizza nella realizzazione di una proposta di azione. Nei progetti, tra gli altri aspetti, si indicano generalmente i presupposti che li hanno generati (bisogni del territorio, riferimenti teorici, metodologie generali), la tipologia di popolazione alla quale si rivolgono, il territorio interessato, gli obiettivi a breve, medio e lungo termine, la descrizione delle azioni (metodologia particolareggiata, numero e tipologia delle professionalità impegnate, strutture, tempi), la metodologia di diffusione dei risultati, le modalità di valutazione delle azioni, i costi delle azioni. I problemi più frequenti dei progetti che, periodicamente, vengono finanziati con fondi pubblici nel nostro paese, riguardano la continuità delle azioni e l’entità del finanziamento che, di rado, permette una retribuzione consona al livello delle professionalità coinvolte.

    PROGETTO D’INTERVENTO: l’elaborazione di un progetto d’intervento è all’interno del procedimento metodologico. Fissate le ipotesi concrete di lavoro, vanno definite le azioni da intraprendere per il raggiungimento dell’obiettivo stabilito attraverso un confronto continuo tra teoria e realtà. Il progetto dovrà nascere attraverso la collaborazione reciproca tra assistente sociale e cliente mediante il contratto sociale. Il progetto dovrà far convergere il bisogno, gli obiettivi e le risorse a disposizione dell’ente.

    PROGETTO EDUCATIVO: viene inteso come processo di cambiamento all’interno del quale è possibile lavorare efficacemente predisponendo strumenti al fine di individuare fatti, eventi,relazioni che siano rilevabili, quantificabili ed analizzabili. Il progetto educativo individua in concreto, nel lavoro sociale le modalità più idonee per far superare al minore in difficoltà la crisi del processo formativo e di crescita e fargli recuperare ritardi o tappe evolutive malvissute. All’interno del progetto educativo fondamentale coinvolgere tutti gli educatori.

    PROGRAMMAZIONE : per programmazione si intendono tutti gli atti o programmi politici o tecnici che prefigurano per un dato periodo di tempo, le azioni che un dato soggetto intende attuare, sulla base delle proprie disponibilità, competenze e tenuto conto delle variabili e condizionamenti esterni. Deve essere flessibile ed accompagnare il lavoro degli operatori in termini organizzativi e funzionali.

    PROMOZIONE SOCIALE (Associazioni): una recente legge (L. 383/2000) fornisce, all’art. 2 una definizione chiara delle Associazioni di Promozione Sociale: <>. La legge 383/2000 esclude dalla categoria delle associazioni di promozione sociale tutte le associazioni che hanno come finalità gli interessi economici degli associati, le organizzazioni che impongono limitazioni legate al trasferimento di quote associative o obblighi economici finalizzati all’accesso nell’associazione stessa, le associazioni che impongono discriminazioni di qualsiasi genere relativamente all’ammissione, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni professionali, le associazioni di datori di lavoro e quelle di categoria. Le attività sono svolte dagli associati prevalentemente in regime di volontariato, ma le associazioni di promozione sociale possono avviare rapporti di lavoro dipendente o autonomo ricorrendo all’opear dei propri associati. Dette associazioni, per usufruire dei benefici previsti e stipulare convenzioni, sono tenute ad iscriversi negli appositi registri regionali, o se possiedono le caratteristiche necessarie (attività almeno in cinque regioni e venti province), possono iscriversi nel registro nazionale presso il Dipartimento per gli Affari Sociali.

    PROTOCOLLI OPERATIVI: sono i percorsi strettamente tecnici operativi appunto individuati tra due o più soggetti al fine di determinare le specifiche competenze, responsabilità e contenuti delle azioni da intraprendere o degli interventi da realizzare.

    PROVINCIA: secondo l’art. 3 comma 2 della legge 8 giugno 1990, n.142 “la Provincia è l’ente locale intermedio tra Comune e Regione, cura gli interessi e promuove lo sviluppo della comunità provinciale”. La Provincia raccoglie le proposte dei Comuni e concorre alla formazione di programmi e piani regionali; può costituire consorzi, partecipare ad accordi di programma con i Comuni o altre Province. La L. 267/’00, il Testo Unico sull’ordinamento degli Enti locali, definisce ulteriormente le funzioni della Provincia, individuando, tra le altre, funzioni amministrative dei servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale, e compiti di promozione, coordinamento e realizzazione di servizi sociali di interesse provinciale.


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    UALITÀ: Secondo al definizione dell’ISO (International Organization for Standardition), la qualità è l’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un’entità che conferiscono ad essa la capacità di soddisfare esigenze espresse o esplicite. La serie ISO, che interessa i servizi socio-sanitari è quella denominata ISO 9000. La certificazione di qualità attesta la conformità del sistema di qualità di un ente alle norme ISO, e non la qualità del prodotto. La garanzia della qualità non implica che il processo non possa avere un esito negativo, ma assicura all’utenza che quel servizio viene svolto secondo pratiche consolidate e riconosciute internazionalmente, minimizzando il rischio che può derivare dalla gestione dell’ente. La qualità di un servizio socio-sanitario deve essere definito attraverso l’oggettivazione di cinque elementi che concorrono a definirlo: 1. la struttura che comprende edifici, spazi fisici, mezzi tecnici, risorse umane ed economiche; 2. il processo, cioè l’insieme delle attività finalizzate a rispondere alla domanda dell’utente; 3. i costi di produzione e di erogazione; 4. gli esiti, cioè il risultato del processo che nel caso del settore socio-sanitario corrisponde ai servizi prodotti; 5. la soddisfazione dell’utente, che rappresenta l’obiettivo ultimo del servizio e dove per utente si intende sia il cliente esterno, cioè colui che ricorre al servizio, sia il cliente interno, cioè l’operatore che svolge una mansione intermedia nell’ambito della catena di aiuto di cui si compone il servizio. Nella progettazione della qualità bisogna considerare le corrette condizioni in cui le prestazioni dovrebbero essere erogate. Si parla, in questo caso, di qualità tecnica, per cui è implicito che le prestazioni siano erogate da personale qualificato per farlo. Che esistano queste condizioni è un’esigenza implicita al servizio e la loro qualità è un diritto dell’utente. A queste esigenze implicite si affiancano le esigenze esplicite che richiamano, invece il concetto di qualità percepita. La qualità percepita fa riferimento alla capacità di rispondere alle esigenze del target, così come è valutata dall’utenza stessa. Essa si compone di due aspetti fondamentali: la qualità aspettata, cioè il gruppo delle prestazioni auspicate ed attese (competenza, igiene, organizzazione, privacy ect), il cui raggiungimento permette di soddisfare il cliente; la qualità inaspettata, cioè l’insieme di azioni che afvoriscono la considerazione personalizzata ed il coinvolgimento dell’utente nella costruzione dell’intervento. I Servizi puntano sempre di più sulla qualità inaspettata che non solo soddisfa il cliente ma lo sorprende, facendo al differenza con altri servizi similari presenti sul territorio.


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    EGIONE: la Regione è un ente autonomo con propri poteri e funzioni fissati dagli artt. 114 e 115 della Costituzione. La caratteristica fondamentale delle Regioni è che esse godono di autonomia legislativa, di conseguenza possono approvare leggi. Il decentramento delle competenze statali alle Regioni, come è previsto dall’ordinamento regionale, è stato realizzato attraverso una serie di interventi legislativi che hanno aumentato la capacità di autonomia degli Enti nei settori che riguardano direttamente la vita e lo sviluppo delle rispettive comunità. Per quello che riguarda il settore organico dei Servizi Sociali, la delega fu attuata con il D.P.R 616/1977, individuando per questo ambito le funzioni in materia di polizia locale urbana e rurale, beneficenza pubblica, assistenza sanitaria e ospedaliera, istruzione artigiana e professionale, assistenza scolastica, musei e biblioteche di enti locali. Nell’ambito della realizzazione del sistema integrato dei servizi sociali, il Piano Nazionale degli interventi e dei servizi sociali, in accordo con quanto previsto nella legge quadro, sintetizza le funzioni delle Regioni, affermando che “alle Regioni sono attribuiti compiti di programmazione, coordinamento, indirizzo degli interventi sociali, nonché di verifica dell’attuazione del sistema integrato nell’ambito territoriale di competenza”. Le funzioni sono specificate dall’art.8 comma 3 della L.328/’00 che contiene un elenco di compiti da attuarsi nel rispetto di quanto previsto dal D.lgs. n. 112 del 1998. essi riguardano fra l’altro la determinazione dei distretti (con il coinvolgimento degli enti locali interessati), la definizione di politiche integrate con gli altri settori di intervento, al promozione di modelli sperimentali e innovativi, lo sviluppo di strumenti di valutazione. Spetta, inoltre alle Regioni, l’individuazione di una serie di criteri concernenti la determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni, la definizione delle tariffe che i comuni sono tenuti a corrispondere ai soggetti accreditati e la concessione dei buoni servizio che consentano l’erogazione di prestazioni. Infine, l’accentuazione della responsabilità politica e amministrativa delle regioni nell’implementazione dei sistema è alla base della previsione dei poteri sostitutivi ad esse conferiti. Nel quadro di un processo generale di decentramento, compiti e funzioni amministrative dello stato sono state assegnati alle Regioni dalla L. 59/’97 e dal D.lgs. 112/’98. Ulteriori disposizioni in materia di Enti Locali ed autonomia delle Regioni sono racchiuse nel Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti Locali D.lgs 18 agosto 2000, n. 267.

    RELAZIONE D’AIUTO: si ha una relazione d’aiuto quando vi è un incontro tra due persone di cui una si trovi in condizione di sofferenza, confusione, conflitto, disabilità rispetto ad un determinato problema o situazione in cui si trova in quel momento ed un’altra persona che invece è dotata di un grado superiore di <> o di competenza e di abilità rispetto a queste situazioni o tipo di problema. Se fra queste due persone riesce a stabilirsi un contatto empatico (relazione) che sia effettivamente di aiuto, è probabile che al persona in difficoltà inizi un processo di maturazione, chiarificazione, apprendimento, cambiamento che la porti ad avvicinarsi all’altra persona o comunque a rispondere in modo più soddisfacente al proprio ambiente e alle proprie risorse interne ed esterne. Nasce dalla richiesta di aiuto del cliente, da un suo bisogno. La richiesta innesta una relazione tra assistente sociale e cliente ed è la qualità di questa relazione che determina la riuscita di tutto il processo di aiuto.

    RETI SOCIALI: il termine rete indica il flusso di scambi e il legame, formale ed informale, tra le persone o le organizzazioni che condividono contatti, conoscenze risorse abilità. Nel lavoro sociale l’intervento di rete è una metodologia che si fonda sull’idea che il disagio sociale è generato dalle relazioni sociali disfunzionali. L’intervento di rete di conseguenza, è mirato a modificare le relazioni sociali, riorganizzandole o creandone di nuove. Per un individuo essere parte di una rete sociale significa poter condividere un progetto personale e collettivo e riuscire a fronteggiare l’anomia e l’isolamento. Per rete sociale si intendono sostanzialmente tutti quei rapporti che una persona instaura con gli altri: rapporti con amici, parenti, vicini, colleghi di lavoro, servizi che intersecandosi formano una rete, che in caso di bisogno si attiva per supportare l’individuo.

    RIABILITAZIONE: per riabilitazione si intende un intervento che ha come obiettivo il potenziamento delle capacità residue dell’individuo disabile. Per abilità residue si intendono quelle competenze che la persona è in grado di attivare per il recupero funzionale della prestazione deficitaria. Nell’ambito psichiatrico la riabilitazione è spesso associata ad interventi di tipo sociale orientati alla prevenzione di un disagio sociale.

    RICERCA INTERVENTO: è un procedimento metodologico di intervento usato nel lavoro sociale con lo scopo di dare nuova “vita” ai processi di partecipazione collettiva all’interno della comunità cercando di intensificare l’integrazione tra le persone ed il loro ambiente di riferimento. Si propone soprattutto di far emergere i problemi ed anche le soluzioni direttamente dalle persone che fanno parte di quel determinato contesto.

    RICERCA SOCIALE: è un metodo oggettivo ed uno strumento per la conoscenza della realtà. La ricerca sociale è un metodo scientifico di conoscenza e di lavoro.


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    EGRETARIATO SOCIALE
    : il servizio di Segretariato Sociale consiste nell’attività di informazione sulla situazione delle risorse e dei servizi pubblici e privati e misti, a disposizione dei cittadini, oltre che sulle modalità per accedervi ed utilizzarli correttamente in rapporto alle esigenze da soddisfare. Il campo delle informazioni da fornire può riguardare una vasta gamma di esigenze : dall’aiuto economico alla tutela della salute, dall’abitazione all’assistenza a persone anziane o disabili. Secondo quanto previsto dalla legge 328/2000 (art. 22 comma 4 lett.a) e dal “Piano nazionale degli interventi e servizi sociali 2001-2003”, <>.

    SERVIZIO SOCIALE: il servizio sociale è una professione di aiuto che si sviluppa all’interno dei servizi sociali quali strutture pubbliche o private di welfare. L’elemento centrale del servizio sociale è sempre stato e rimane il processo di aiuto alle persone, prese singolarmente o come gruppo che esso attiva, a partire da situazioni individuali o da bisogni collettivi, attraverso il quale, con un adeguato uso della relazione interpersonale professionale nei confronti dell’utenza e degli elementi significativi del sistema ambientale in cui opera, evidenzia i problemi, promuove le risorse personali, istituzionali e collettive, raccorda bisogni e risorse, organizza e gestisce servizi e prestazioni. Si può affermare di conseguenza che: il metodo generale del servizio sociale prevede il responsabile e disciplinato utilizzo di sé in una relazione con un individuo o un gruppo, mentre il proposito generale del Servizio sociale è la promozione o il ripristino, di una interazione mutua e benefica tra individui e società al fine di aumentare la qualità della vita delle persone.

    SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE: si intende un insieme di strutture organizzate, di risorse istituzionali e non, che attraverso metodi e tecniche professionali dell’assistente sociale servono per rimuovere le cause del bisogno di cittadini singoli, gruppi e comunità, cercando di promuovere la piena realizzazione delle persone.

    SERVIZIO SOCIO-SANITARIO DI BASE: servizio di primo livello e di pronto intervento, servizio di base e/o primario rivolti alla globalità della persona, della famiglia e della comunità locale. Si intende (secondo i piani socio-sanitari regionali) un complesso di attività generali (cioè rivolte ai cittadini) o specifiche (cioè finalizzate a progetti obiettivi): segretariato sociale, assistenza sanitaria di base, attività sociale di base, educazione socio-sanitaria, igiene pubblica e del territorio, prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, assistenza pschiatrica, attività consultoriali, recupero e rieducazione funzionale.

    SOCIALIZZAZIONE (PROCESSO DI): si intendono tutti quei processi attraverso i quali le persone divengono membri validi della società, della comunità di appartenenza. Attraverso il processo di socializzazione le persone imparano tutti i valori, le norme, gli atteggiamenti propri della società in cui vivono. In sociologia si intendono quei processi attraverso i quali la famiglia nucleare, con la sua differenziazione di ruoli, assicura lo sviluppo nel bambino di una personalità adulta, vale a dire un sistema di azioni socialmente adeguate. In psicologia, a seconda degli orientamenti, si sono intesi diversi processi complessi. In senso più ampio si può intendere qualsiasi forma di sviluppo sociale.

    SUSSIDIARIETÀ (principio di): il moderno concetto di sussidiarietà trova la sua espressione fondamentale nella “Carta delle autonomie Locali, firmata a Strasburgo il 15 ottobre 1989 e recepita nel nostro ordinamento giuridico con legge 30 dicembre 1989 n. 439, alla vigilia dell’approvazione della riforma delle autonomie locali (L.n. 142/90). Secondo il principio di sussidiarietà le funzioni pubbliche, vanno di regola allocate presso i soggetti che sono più vicini alla popolazione, e quindi ai bisogni e alle risorse, e solo in via di eccezione possono esserlo in capo a soggetti collocati in posizioni via via più remote. Tale concetto va “letto” sotto due diversi profili e interpretato con due diversi valori. I due profili sotto i quali va letto sono quello della sussidiarietà verticale (fra le istituzioni pubbliche) e della sussidiarietà orizzontale (fra istituzioni pubbliche e società civile organizzata nelle formazioni sociali). I due valori rispetto ai quali il concetto di sussidiarietà va interpretato sono costituiti dalla supplenza e dall’aiuto. Per quanto concerne quest’ultimo aspetto, è importante evitare l’errore diffuso, consistente nell’interpretare le sussidiarietà solo come un principio per il quale, nel caso in cui il livello “ordinario” non sia in grado di svolgere una determinata funzione, questa viene sottratta allo stesso e attribuita ad altro livello. Tale operazione di “sottrazione” ne presuppone un’altra: l’aiuto, cioè il sostegno (da darsi sotto molteplici aspetti: non solo risorse, ma anche normative, modelli programmatori, informazioni, canali di comunicazione, ecc) che i livelli superiori sono tenuti a dare a quelli inferiori per metterli nelle condizioni di esercitare al meglio le funzioni di competenza. Solo dopo aver ragionevolmente considerato tale sostegno, ed aver accertato che, nonostante esso il livello di responsabilità inferiore non è in grado di svolgere le funzioni in questione, sarà corretto procedere alla sottrazione e riallocazione delle risorse.

    SUSSIDIARIETÀ ORIZZONTALE: la sussidiarietà orizzontale è quella che sussiste tra Stato e società civile , ossia la pari dignità dello Stato e della società civile. Lo Stato non sta su un piedistallo rispetto alla società civile, non è il vertice e il centro della società, è una parte della società, funzionale alla società stessa, per servire la società in alcune funzioni specifiche che gli competono; è il luogo in cui si prendono le decisioni vincolanti per la comunità, in cui si tratta il bene comune. Da un punto di vista funzionale, lo stato ha per così dire una funzione preminente, ma non è una preminenza che si possa qualificare come superiorità gerarchica e tradurre in una sorta di dominio dello stato sulla società civile. Tali principi sono ribaditi anche nel “Piano Nazionale Sociale 2001-2003” dove si afferma che secondo il principio della sussidiarietà verticale, fra le Istituzioni pubbliche, l’esercizio delle responsabilità pubbliche deve, in linea di massima, incombere di preferenza, sulle autorità più vicine ai cittadini articolo 4 della Carta Europea). Secondo il principio della sussidiarietà orizzontale fra Istituzioni pubbliche e società civile (intesa quest’ultima come insieme dei soggetti individuali e collettivi che la compongono e rispetto ai quali l’ordinamento giuridico esprime una valutazione positiva di valore), per renderne compatibile l’applicazione con l’adeguatezza dei livelli di risposta ai bisogni, è necessario che l’Ente Locale, titolare delle funzioni sociali, svolga pienamente le funzioni di lettura dei bisogni, di pianificazione e programmazione dei servizi e degli interventi, di definizione dei livelli di esigibilità, di valutazione della qualità dei risultati. In nessun modo la sussidiarietà orizzontale può essere intesa quale semplice supplenza delle istituzioni pubbliche alle carenze della società civile, ma deve essere identificata quale strumento di promozione, coordinamento, e sostegno che permette alle formazioni sociali (famiglie, associazioni, volontariato, organizzazioni non profit in genere) di esprimere al meglio, e con la piena garanzia di libertà di iniziativa le diverse e specifiche potenzialità. Resta in capo alle istituzioni il ruolo fondamentale di garanzia della risposta (esistenza, qualità,accessibilità). Nei casi in cui l’intervento sociale provenga dalla comunità, esso è alternativo ai servizi sociali forniti dall’Ente pubblico, soddisfacendo direttamente il bisogno. In un quadro solidaristico, che preservi le fondamentali funzioni dello stato sociale, al corretta applicazione del principio della sussidiarietà orizzontale deve conservare e rafforzare il ruolo delle istituzioni pubbliche in due direzioni: sostegno costante alle risorse della società civile e ai legami solidaristici; sorveglianza sul sistema di offerta complessivo, garanzie di imparzialità e completezza della rete degli interventi e dei servizi presenti sul territorio. La sussidiarietà deve essere realizzata attraverso la concertazione a tutti i livelli istituzionali (comprese le Regioni e gli Enti Locali) con le organizzazioni sindacali che hanno il compito di formulare gli obiettivi di benessere sociale e di verificarne il raggiungimento, valorizzando il ruolo del terzo settore nella coprogettazione e realizzazione dei servizi. La concertazione a tutti i livelli istituzionali altresì volta a valorizzare tutti gli attori istituzionali (Ipab) e gli attori sociali (volontariato e terzo settore) nella progettazione e realizzazione del sistema integrato.

    SUSSIDIARIETÀ VERTICALE: il principio di sussidiarietà verticale è espresso nel nostro ordinamento dalla legge n.59/’97 (“Legge Bassanini”): “attribuzione ai Comuni delle generalità dei compiti e delle funzioni amministrative ai comuni, alle province e alle comunità montane, secondo le rispettive dimensioni territoriali, associative ed organizzative, con l’esclusione delle sole funzioni incompatibili con le dimensioni medesime, attribuendo le responsabilità pubbliche anche al fine di favorire l’assolvimento di funzioni e di compiti di rilevanza sociale da parte delle famiglie, associazioni e comunità, alla autorità territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini interessati”. Dopo l’entrata in vigore della legge Bassanini, dunque nel nostro paese vige il principio della sussidiarietà verticale, per il quale la generalità delle funzioni pubbliche, va di norma attribuita all’Ente Locale, salvo eccezioni. Nella legge Bassanini il principio di sussidiarietà orizzontale è presente solo a livello embrionale, ove si afferma che l’attribuzione delle funzionali all’Ente Locale deve avvenire “anche al fine di favorire l’assolvimento di compiti e funzioni di rilevanza sociale ad parte delle famiglie, associazioni e comunità”.


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    ERZO SETTORE
    : con questo termine si intende il complesso di organismi che accanto alle istituzioni pubbliche e al mercato produce beni e servizi di interesse pubblico e collettivo, utili per la comunità. Formano il terzo settore: il volontariato, l’associazionismo, la cooperazione sociale, le imprese no profit, le fondazioni, gli enti morali. Gli utili del terzo settore sono sempre reinvestiti in generi di pubblica e comune utilità. Esistono molte altre definizioni alternative di terzo settore: ovvero terzo sistema, privato sociale, economia sociale, settore no profit ecc. Le organizzazioni di terzo settore forniscono prestazioni di benessere collettivo ed accanto agli apparati pubblici occupano un posto di rilievo all’interno dei sistemi di welfare. In passato hanno rappresentato un ruolo assai ambiguo di supplenza del sociale ed in parallelo al sistema politico. Oggi essi hanno un ruolo di protagonismo all’interno della vita politica e sociale del paese.


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    OLONTARIATO
    : sono comprese nelle attività di volontariato tutte le attività svolte con prestazione personale, in modo gratuito, libero e spontaneo, con finalità solidaristica, di aiuto ai bisogni. Le attività di volontariato e i rapporti tra le organizzazioni di volontari e le amministrazioni pubbliche, centrali, regionali e locali sono regolamentate attraverso la L n. 266/’91 (legge quadro sul volontariato). La legislazione distingue il volontariato organizzato, le cui attività si svolgono in modo formalizzato e all’interno di unente, dalle prestazioni di aiuto spontaneo e informale. Nella medesima legge si prescrive alle Regioni l’obbligo di istituire un registro, dove inserire gli enti in possesso dei requisiti richiesti. L’iscrizione al registro regionale è una condizione necessaria per ottenere convenzioni con le amministrazioni pubbliche, gli enti locali e le Az Usl. Attraverso al registrazione, inoltre i gruppi di volontariato possono accedere a diversi benefici fiscali.


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    ELFARE STATE
    : può essere tradotto con stato assistenziale, stato di sicurezza sociale, stato dei servizi sociali, stato del benessere sociale. É quindi un sistema politico che assume come compito principale il soddisfacimento dei bisogni sociali dei cittadini. Riconosce che i bisogni sono dei diritti tali da non poter essere soddisfatti dal libero mercato.deve cioè intervenire lo stato per il soddisfacimento delle richieste sociali della popolazione.può essere ti tipo: - residuale cioè quando lo stato interviene solo dopo il fallimento delle iniziative private (USA) - meritocratico-funzionale: ognuno deve essere in grado di soddisfare i propri bisogni secondo le sue possibilità e lo stato interviene solo quando il mercato non è più in grado di raggiungere gli obiettivi di benessere sociale; - istituzionale redistributivo: lo stato deve prevenire i bisogni dei cittadini e soddisfare tutte le necessità. C’è totale sfiducia nel libero mercato (Paesi Scandinavi). - residuale istituzionale: la politica sociale dello stato è indirizzata verso gruppi specifici di persone che beneficiano degli interventi insieme ad una politica sociale rivolta a tutti. Il sistema residuale preferirà certi gruppi e quello universalistico preferirà la totalità delle persone (Italia). Wilensky lo definisce come l’insieme delle garanzie e degli interventi forniti dal Governo per assicurare standard minimi di reddito, alimentazione salute, alloggio, istruzione, ad ogni cittadino, come diritto sociale e non come carità.


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    ONA SOCIO-SANITARIA: la legislazione regionale toscana ha stabilito, fin dal 1994, che le aziende Usl siano articolate in zone socio-sanitarie, in numero variabile a seconda dell’ampiezza e delle caratteristiche geomorfologiche del proprio territorio, delimitandone l’ambito – salvo eccezioni – con riferimento all’area delle Usl costituite nel 1980. La L.R. n. 72/’97 ha assunto la zona socio-sanitaria come ambito territoriale per la programmazione dei servizi e per la gestione associata fra i Comuni. Le LL.RR n. 72/’97 e n. 22/’00 ne hanno precisato il profilo anche per la gestione delle competenze sanitarie, individuandola come prima articolazione del budget aziendale e ridisegnando le funzioni del responsabile di zona.
    Glossario
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Administrator - avatar Administrator 03 Dic 2010 La Lettera di Denuncia

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Administrator Commenti 10 Mar 2011 Hits:318 "Cosa Bolle in Pentola"

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Pubblicata la Direttiva 2011 per progetti sperimentali di volontariato

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 19 agosto 2011 la Direttiva del 15 luglio 2011 relativa alla presentazione di progetti sperimentali e innovativi di volontariato (art. 12, legge 266/1991). Questa edizione della Direttiva vede un'importante novità: si tratta della nuova piattaforma telematica (www.direttiva266.it) realizzata da CSVnet per il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che...

Marco Olivieri 30 Ago 2011 Documentazione

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Administrator 17 Mar 2011 Documentazione

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Disatro a messina! La forza dei volontari!

Administrator Commenti 10 Mar 2011 Hits:442 Videonotizie

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Forum “Il volontariato e la responsabilità sociale costruiscono le nostre comunità”

Istituto Collereale, Messina 10 dicembre 2010

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13 Mar 2011 Fotonotizie

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Seminario provinciale per le associazioni di volontariato di Agrigento

cesvopIl CeSVoP e il CoReOV Sicilia Solidale continuano a proporre ai volontari della Sicilia occidentale degli incontri provinciali in preparazione al secondo Meeting del volontariato siciliano previsto nel maggio 2011. Seconda tappa del percorso è il Seminario per le organizzazioni dei volontari (OdV) della provincia...

Administrator 10 Mar 2011 Informazioni

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Administrator 10 Mar 2011 Inchieste

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[1/10] Gli aiuti fiscali al non profit

[2/10] Coesione.Stat, online il data warehouse sulla coesione sociale

[3/10] Banca Etica lancia i Trem bond

[4/10] L&#039;azione volontaria conta

[5/10] Dal progetto Fqts idee per un nuovo modello di Welfare

[6/10] Umberto Bedogni nuovo presidente di DarVoce

[7/10] Due protocolli per diffondere il volontariato a Salerno

[8/10] Nasce A.R.TE.S: la piattaforma online per il Terzo Settore della Regione Lazio

[9/10] Pistono confermato alla guida del CSV di Biella

[10/10] Nel 2013 l&#039;Italia misurerà il lavoro volontario
Volontariato - Redattore Sociale
Speciale Volontariato - Redattore Sociale

[1/10] VOLONTARIATO - Biella, sul sito del Csv le puntate di "Volontariato sull'onda"

[2/10] VOLONTARIATO - Sogni, idee, progetti nel blog di DarVoce

[3/10] ANZIANI - Il Csv di Napoli lancia il Premio fotografico Mario Melluso

[4/10] MAFIE - A vent’anni dalle stragi del ’92, Gela cerca "strade nuove"

[5/10] VOLONTARIATO - Toscana, due milioni di euro per progetti di innovazione sociale

[6/10] SALUTE - Rispetto delle differenze culturali e religiose, un opuscolo per i medici

[7/10] VOLONTARIATO - Giovani più attivi dei loro coetanei dopo uno stage nel volontariato

[8/10] VOLONTARIATO - Salerno, firmati due protocolli per diffondere il volontariato

[9/10] VOLONTARIATO - Volontariato ed educazione, torna l’Happening di Bari

[10/10] VOLONTARIATO - Il volontariato pugliese è per i beni comuni
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[1/10] Pazienti sottoposti a dialisi, braccio di ferro - Corriere della Sera

[2/10] Marò, un altro no a libertà su cauzione L'Italia convoca l ... - Il Messaggero

[3/10] MARÒ, PER LA POLIZIA INDIANA È OMICIDIO VOLONTARIO. GELO TRA ROMA ... - Leggo.it

[4/10] Sindaco Di Primio – Agenda – Appuntamenti Maggio Teatino - AbruzzoNews24

[5/10] Foggia, il ministro pakistano Bhatti alla VII festa del volontariato - FoggiaToday

[6/10] Coppa Italia, massima allerta giornata di eventi nella capitale - La Repubblica

[7/10] Due milioni di italiani per il sostegno a distanza - La Repubblica

[8/10] Clean up the Med 2012 - Italnews

[9/10] Festa del volontario della Croce Rossa Italia - Castellinews.it

[10/10] Festa del Volontario della Croce Rossa Italiana - RomaEasy.it
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[1/10] F.Banco Sicilia: cambia nome in Fondazione Sicilia - Borsa Italiana

[2/10] “Vestina 2012" - Corpo Volontari Protezione Civile di Montesilvano - Giornale di Montesilvano

[3/10] Sicilia: Torregrossa (Pdl), strage Falcone e' momento di riflessione - Agenzia di Stampa Asca

[4/10] Campi di lavoro La solidarietà aiuta il curriculum - Corriere della Sera

[5/10] Ambiente Sicilia: progetto Lipu a difesa di alcune specie di rapaci - Agenzia di Stampa Asca

[6/10] Nasce il G.E.M, il gruppo emergenze Messina - MessinaWebTv - La WebTv della tua terra -

[7/10] CeSVoP, a vent'anni dalle stragi del '92 urge ritessere legami - ConfiniOnline

[8/10] Alberi donati dal Lions Club Palazzolo piantati a Canicattini - Ondaiblea (Blog)

[9/10] Sicilia, esercitazioni ProCiv: a Siracusa "Tendopoli 2012" - Giornale della Protezione civile

[10/10] Chiedevano la beneficenza per associazioni inesistenti: 11 in ... - La Goccia
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[1/10] Lavoro secondo Ratzinger - La Stampa

[2/10] Lazio: Gigli (Udc), eccellente testo legge su protezione civile - Agenzia di Stampa Asca

[3/10] Foggia, il ministro pakistano Bhatti alla VII festa del volontariato - FoggiaToday

[4/10] Lazio: associazioni protezione civile, ok al testo unificato - Agenzia di Stampa Asca

[5/10] Il volontariato e le attività commerciali e produttive - Superando.it

[6/10] Oggi Prandelli sarà premiato a Roma col “Cedro d'Oro” - Il sito di Firenze

[7/10] Benedetto XVI ai laici cattolici: seguite logica del dono ... - Radio Vaticana

[8/10] Tassa su cani e gatti? Gli spezzini si dividono - La Nazione

[9/10] Presentato a Milano il bilancio economico-sociale della Fondazione ... - ConfiniOnline

[10/10] «Marò, omicidio volontario» - Blog NCC news (Blog)
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Progetto Grundtvig, workshop a Firenze

All'incontro, venerdì 28 ottobre, interviene Mariangela Filocamo, per il Cesv Messina, sul tema "Forms of Social Engagement: voluntary activities and Active Citizenship".

28 Ott 2011 Marco Olivieri Opinioni del Volontariato

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"La frontiera dei territori", Conferenza annuale di Csvnet

25, 26, 27 maggio 2012.

Marco Olivieri 17 Mag 2012 News

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Ottava Giornata Nazionale del Naso Rosso a Palermo e a Messina

Domenica 20 maggio, in piazza, dalle 10 alle 20.

Marco Olivieri 17 Mag 2012 News

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Laboratorio nazionale del MoVI a Roma

Il MoVI, Movimento di Volontariato Italiano, organizza un laboratorio nazionale, dall’1 al 3 giugno a Roma, dal titolo: «Strade nuove per l'Italia. Profezie e responsabilità dei cittadini per ripartire dalla crisi».

Marco Olivieri 14 Mag 2012 News

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A Napoli Seminario interregionale del progetto FQTS

Quasi 300 persone, tra dirigenti e responsabili di cooperative, associazioni e organizzazioni di volontariato, provenienti da sei regioni del Sud, si sono ritrovati a Napoli per il seminario di apertura del progetto FQTS per la formazione dei quadri del Terzo Settore promosso da Forum Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum, CSVnet - Coordinamento Nazionale dei Centri...

Marco Olivieri 14 Mag 2012 News

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VI Conferenza Nazionale del Volontariato

Si svolgerà a L'Aquila, dal 5 al 7 ottobre 2012, la VI Conferenza nazionale del volontariato, organizzata dall'Osservatorio nazionale del volontariato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Marco Olivieri 14 Mag 2012 News

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Palermo, Seminario regionale sulle "Nuove politiche sociali in Sicilia"

"Per un dialogo tra volontariato e amministratori regionali". Il seminario delle OdV siciliane è promosso e organizzato dai Centri di Servizio per il Volontariato della Sicilia (Cesv di Messina, Cesvop di Palermo e Csv Etneo) e dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato Regione siciliana, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana. L’evento avrà...

Marco Olivieri 10 Mag 2012 News

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Proroga per 5 per mille 2009, 2010 e 2011: integrazione entro il 31 maggio 2012

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 aprile 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 27-4-2012, stabilisce che sono prorogati al 31 maggio 2012 i termini per l'integrazione documentale delle domande di iscrizione al 5 per mille regolarmente presentate dai soggetti aventi diritto per gli esercizi finanziari 2009, 2010, 2011.

Marco Olivieri 09 Mag 2012 News

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Lipari, al via la Mostra "Incontri Mediterranei"

Una Mostra internazionale d'arte contemporanea, organizzata dalla Fondazione Horcynus Orca e a cura di Martina Corgnati, si inaugura sabato 5 maggio, alle 11.30,  presso le antiche Terme di San Calogero a Lipari. Alla rifunzionalizzazione del sito archeologico hanno partecipato un gruppo di beneficiari del progetto "Luce è Liberta'", ex internati dell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona P. G., e...

Marco Olivieri 02 Mag 2012 News

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XXII Congresso per i cento anni dell'Acri

Sul tema “Acri 1912 – 2012. Cent’anni di storia tra cultura e sviluppo”, si svolgerà il XXII Congresso delle Fondazioni di origine bancaria e delle Casse di Risparmio, giovedì 7 e venerdì 8 giugno, al Teatro Biondo di Palermo, alla presenza del presidente della Regione Siciliana Lombardo e del presidente del Consiglio Monti. Si tratta di un appuntamento...

Marco Olivieri 27 Apr 2012 News

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E' on line la rivista "Non per profitto"

Rivista di legami sociali e democrazia, edita dall'Associazione ResPolis e diretta da Guido Memo, oltre che sostenuta dal Cesv di Messina. Il primo numero, sul sito www.nonperprofitto.it, è dedicato ai Centri di Servizio per il Volontariato, a oltre dieci anni dalla loro istituzione,  sulle prospettive future, senza dimenticare l'attuale crisi dello Stato sociale, con una riflessione anche del...

Marco Olivieri 26 Mar 2012 News

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Il 2012 proclamato Anno Europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni

Gli enti locali, le parti sociali e le organizzazioni della società civile sono chiamati a combattere  l'esclusione sociale promuovendo la partecipazione attiva alla società e incoraggiando l'invecchiamento sano attraverso azioni , campagne e attività intorno a questo tema.

Marco Olivieri 17 Feb 2012 News

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Sicilia, il progetto "In. Volo." per le organizzazioni di volontariato

E’ possibile, per le organizzazioni di volontariato siciliane, rivolgersi ai Csv siciliani (Cesv Messina, Cesvop Palermo, Csv Etneo) per accedere e richiedere un finanziamento nell’ambito del progetto “In.Volo.”. Si tratta di un’iniziativa per il volontariato che agevola l’accesso al credito delle OdV e ne sostiene la crescita. Grazie a un fondo di garanzia costituito dai Centri di Servizio...

Marco Olivieri 10 Gen 2012 News

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"Sulle spalle degli anziani il peso dei sacrifici"

Secondo le stime elaborate dall'Auser, ammonta a 3000 euro a famiglia il peso delle manovre varate dai governi di ieri e di oggi.

Marco Olivieri 21 Dic 2011 News

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Lavori di pubblica utilità nel volontariato a Messina

Un progetto del Cesv - Centro Servizi per il Volontariato di Messina, in collaborazione con il Tribunale di Messina e l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna di Messina (UEPE), per un’azione finalizzata a promuovere l’esperienza dei lavori di pubblica utilità.

Marco Olivieri 02 Dic 2011 News

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Da venerdì 11 marzo in tutta la provincia di Ragusa Anziani, al via servizio Filo D’argento per socializzare e avere compagnia

Da venerdì 11 marzo in tutta la provincia di Ragusa Anziani, al via servizio Filo D’argento per socializzare e avere compagnia

Ragusa - Dall’11 marzo sarà attivo, dalle ore 9 alle ore 19 di tutti giorni, per l’intera provincia di Ragusa, il Filo D’argento Auser al numero verde 800 99 59 88.  l Filo d'Argento, servizio di telefonia sociale attiva in tutta Italia, promosso nell’ambito del progetto “Di grigio ho solo i capelli” dell' Auser Sicilia in partenariato con i circoli di Palermo,...

Administrator Comments 10 Mar 2011 Hits:334 Attività

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Libri: Il volontariato per la formazione dell'uomo solidale

Libri: Il volontariato per la formazione dell'uomo solidale

di Claudio De Luca - Rubbettino, Catanzaro, 2004 - pagine 117Un libro che è un ponte fra una analisi legislativa e sociologica del volontariato, un testo breve ma molto denso di riflessioni già a partire dal sottotitolo “il volontariato per la formazione dell’uomo solidale” come se l’autore volesse dare un potere formativo all’attività volontaria di tante...

Administrator 07 Mar 2011 Recensioni

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Film: I Volontari

Film: I Volontari

Un film di Domenico Costanzo. Con Barbara Enrichi, Stefano Bicocchi, Gaia Zucchi, Tiberio Murgia, Rosalina Neri, Massimo Sarchielli, Gianna Giachetti, Carlo Monni, Novello Novelli, Andrea Cambi, Romina Mondello - Commedia, durata 91 min. - Italia - 1998Opera prima di Domenico Costanzo, l'ultimo (in ordine d'arrivo) dei giovani registi toscani, questo film si...

Administrator 07 Mar 2011 Recensioni

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